Futura legge radio-tv: privati più liberi, ente pubblico più solido
Più libertà per le emittenti private e concentrazione del servizio pubblico su quelle statali. Questa la filosofia di fondo del progetto di legge sul mercato radio-tv.
Entrata in vigore nel 1991, l’attuale legge sulla radiotelevisione ha già un estremo bisogno di essere rivista da cima a fondo. La crescente fusione tra radiodiffusione, telecomunicazioni e informatica da un lato, e, d’altro lato, la forte concorrenza internazionale, soprattutto per un paese plurilingue come la Svizzera, ne hanno fatto una normativa ampiamente superata che rischia di ostacolare lo sviluppo del settore.
Per adattare la legge alle nuove esigenze il Consiglio federale ha presentato mercoledì un avamprogetto che prevede uno snellimento delle regole per gli operatori privati e parallelamente un consolidamento della radio-tv di Stato.
Per continuare a fornire un servizio pubblico completo su tutto il territorio nazionale, un mandato iscritto nella Costituzione, la SSR dovrebbe disporre in futuro dell’intera somma raccolta dalle tasse di ricezione. Attualmente circa 12 milioni di franchi provenienti dal canone vengono versati a radio e tv regionali e locali per servizi giudicati di utilità pubblica.
In base all’avamprogetto le emittenti private dovrebbero in futuro essere svincolate da mandati di prestazioni e accedere più facilmente al mercato grazie all’abolizione della richiesta di concessione.
Maggiore spazio di manovra verrà dato ai privati anche in materia pubblicitaria: con l’abolizione dell’obbligo di concessione non dovranno infatti più pagare tasse sulle entrate della pubblicità la cui regolamentazione verrà liberalizzata sul modello in vigore nell’Unione europea.
Al contrario, per la SSR questo settore verrà sottoposto ad una regolamentazione più restrittiva per compensare il privilegio esclusivo del canone. All’attuale limitazione della durata della pubblicità e degli inserti pubblicitari e al divieto di pubblicità radiofonica si aggiungerà un divieto generale di sponsorizzazione che per la radio-tv statale significherà una minore entrata di 30-40 milioni. Proibita sarà inoltre la reclame per i medicinali e la trasmissione di finestre promozionali al di fuori degli spazi riservati agli spot.
“Non dubito che l’avamprogetto sarà al centro di molte controversie”, ha riconosciuto il ministro delle telecomunicazioni Moritz Leuenberger. Il giro di vite imposto alla SSR, che secondo molti dispone di un ampio potenziale commerciale non ancora sfruttato, nonché il taglio dei sussidi pubblici a molte piccole emittenti si attireranno parecchie critiche durante la procedura di consultazione.
Il governo dovrebbe presentare il disegno di legge al parlamento verso la fine del 2001. Ma c’è da attendersi che successivamente anche le Camere federali, dove gli interessi regionali si faranno sentire, apporteranno profonde modifiche a questo progetto.
Luca Hoderas
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