The Swiss voice in the world since 1935
In primo piano
Democrazia diretta in Svizzera

Gli zingari ricorrono al Tribunale federale per preservare la loro libertà di movimento

Il pastore May Bittel, uno dei ricorrenti, davanti al Tribunale federale a Losanna Keystone Archive

I gitani ricorrono al Tribunale federale contro la decisione del canton Vaud di accordare ai nomadi tre aree di sosta supplementari. I gitani temono di essere costretti ad utilizzare solo le aree ufficiali e dichiarano di voler preservare la loro libertà di movimento.

Si tratta del primo ricorso di diritto pubblico inoltrato dai gitani alla Corte suprema, ha rilevato giovedì in una conferenza stampa il loro avvocato Henri-Philippe Sambuc. Intentato da tre rappresentanti dell’associazione «Azione Sinti e Jenisch svizzeri», il ricorso contro la decisione vodese ha quale obiettivo di «far riconoscere i diritti costituzionali dei gitani».

Dopo diversi incidenti provocati la scorsa estate da famiglie di gitani stranieri, il Consiglio di Stato ha deciso in gennaio di creare tre aree di sosta supplementari, accanto a quelle già esistenti a Payerne e Rennaz. I gitani svizzeri utilizzano tradizionalmente una sessantina di aree di stazionamento nel cantone.

A termine, i gitani svizzeri rischiano di essere costretti a sostare soltanto nelle aree ufficiali: ciò sarebbe contrario alla libertà di viaggiare e di fermarsi su tutto il territorio svizzero, precisa Sambuc. Qualora il Tribunale federale dovesse riconoscere i diritti rivendicati dai gitani – sottolinea l’avvocato – i regolamenti comunali che vietano il soggiorno dei gitani svizzeri diventerebbero anticostituzionali.

La comunità gitana svizzera denuncia l’amalgama fra il suo modo di vita e i problemi provocati dagli zingari stranieri di passaggio in Svizzera. «Sono problemi d’infrastruttura, di polizia e di igiene», rileva uno dei ricorrenti, il pastore May Bittel.

«I nostri problemi sono quelli di una minoranza nazionale, la cui sopravvivenza dipende da un autentico riconoscimento». Gli incontri con le autorità sfociano unicamente in provvedimenti di polizia, osserva Bittel, che si è fra l’altro dimesso dalla commissione Vaud-Gitani all’origine della creazione delle nuove aree ufficiali.

La decisione del governo vodese non soddisfa nemmeno i comuni interessati: se St-Cergue e Cheseaux-sur-Lausanne hanno accettato di aprire l’area prevista, Orbe ha inoltrato ricorso. Un’opposizione è venuta anche dal comune di Boussens, limitrofa al terreno di Cheseaux.

La comunità gitana svizzera, composta di Sinti e Jenisch, conta circa 30’000 persone. Solo fra 3000 e 5000 persone sono ancora nomadi; si spostano generalmente da metà marzo a inizio novembre, in gruppi di quattro a sei roulottes.

swissinfo e agenzie

Articoli più popolari

I più discussi

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.

Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR