Il governo contrario ad un’ammissione collettiva dei sopravvissuti di Srebrenica
I circa 1'200 sopravvissuti al massacro di Srebrenica che risiedono in Svizzera non beneficeranno di un'ammissione provvisoria collettiva. Ad una soluzione di gruppo, il Consiglio federale predilige una prassi di asilo e di rimpatrio in base all'esame dei singoli casi.
Il governo ha risposto mercoledì a un’interrogazione ordinaria della socialista zurighese Vreni Müller-Hemmi. La consigliera nazionale chiedeva di prolungare l’autorizzazione di soggiorno per i rifugiati traumatizzati dai massacri perpetrati il 5 luglio del 1995 a Srebrenica, la zona protetta dall’ONU e caduta nella mani delle milizie serbo-bosniache.
Una rivendicazione in tal senso – appoggiata da una trentina di deputati liberali, socialisti, verdi, PPD e UDC – era stata pubblicata martedì in un appello al Consiglio federale. Il governo ha risposto che intende rimanere fedele alla pratica dell’esame individuale per determinare se ai bosniaci debba essere concesso lo statuto di rifugiato. Il governo ritiene comunque che «per ogni richiedente l’asilo proveniente dalla Bosnia e dall’Erzegovina, il quale deve lasciare la Svizzera, le condizioni per un ritorno in sicurezza e con dignità esistono».
Nel caso di persone traumatizzate, che non adempiono i requisiti per ottenere lo statuto di rifugiato, l’Ufficio federale dei rifugiati (UFR) esamina attentamente la possibilità di rimpatrio, tenendo conto di tutte le circostanze rilevanti, prosegue il governo. In particolare viene analizzata la gravità del trauma, lo stato generale di salute delle persone e la possibilità di proseguire sul posto un eventuale trattamento medico. In caso di rischi reali l’UFR ordina l’ammissione provvisoria, spiega il Consiglio federale.
Il governo riconosce inoltre che è attualmente ancora impossibile il rimpatrio di richiedenti bosniaci non serbi nella Repubblica Srpska (entità serba che con la federazione croato-musulmana forma la Bosnia), in particolare nella regione di Srebrenica.
swissinfo e agenzie
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