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Il Tribunale federale autorizza l’ampliamento di Zurigo-Kloten

Respingendo una serie di ricorsi, i giudici federali hanno dato il via libera definitivo all'ampliamento dell'aeroporto zurighese. Alcune restrizioni sul traffico non sono tuttavia escluse, in seguito all'eccessivo inquinamento acustico.

Con una sentenza molto attesa, il Tribunale federale (TF) respinge i ricorsi riguardanti i lavori per l’ampliamento dell’aeroporto. Potrà così essere costruito il nuovo terminale in grado di accogliere fino a 27 aerei, elemento centrale della quinta tappa dei lavori di ristrutturazione

I giudici federali accolgono però in parte le obiezioni formulate dagli abitanti e dai comuni in prossimità dell’aeroporto nel loro ricorso contro le concessioni rilasciate dal Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e della comunicazione (DATEC). In particolare, Mon Repos dichiara inapplicabili i valori limite di esposizione al rumore per gli aeroporti nazionali che il Consiglio federale aveva adottato il 12 aprile. Li considera infatti incompatibili con la legge federale sulla protezione dell’ambiente.

Secondo il TF bisogna far riferimento ai valori proposti dalla Commissione federale per la valutazione dei limiti di emissioni sonore. Questo significa che il piano di protezione contro i rumori approvato dal canton Zurigo dovrà essere adattato. Una volta stabilito il nuovo regolamento dell’aeroporto, si potrà decidere se ordinare nuove restrizioni del traffico, oltre al divieto di voli notturni già in vigore.

In materia di inquinamento atmosferico, il TF giudica invece ammissibili le misure previste dal DATEC. Spetterà alla direzione dell’aeroporto sottoporre all’Ufficio federale dell’aviazione civile un pacchetto di misure per limitare le emissioni nel caso in cui la produzione di ossidi di azoto superi le 2400 tonnellate.

I lavori di ampliamento dell’aeroscalo zurighese sono stati inaugurati ufficialmente il 10 marzo di quest’anno. Il progetto, approvato in votazione nel 1995, dovrebbe essere portato a termine entro il 2005, con costi per 2,3 miliardi di franchi. L’inizio dei lavori era stato ritardato da una lunga vertenza giuridica promossa dai comuni della regione e dalle organizzazioni ambientaliste.

Nel novembre del 1999 Berna ha rilasciato la concessione per i lavori e nel gennaio di quest’anno il Tribunale federale ha aperto la via all’avvio del cantiere, revocando l’effetto sospensivo ad un nuovo ricorso presentato dagli oppositori.

swissinfo e agenzie

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