Iniziativa «Sì all’Europa», le donne non hanno dubbi
Per le donne non sussiste dubbio alcuno: L'Unione Europea conosce direttive, norme e leggi che sanciscono per loro tutta una serie di riconoscimenti, a cominciare dalla parità di trattamento e di opportunità. Il 4 marzo quindi un'adesione convinta all'iniziativa «Sì all'Europa».
Martedì a Berna, un comitato di donne che si definisce pro Europa, e al quale aderiscono esponenti del PS, del PPD e del mondo sindacale, hanno elencato i vantaggi di un’eventuale adesione all’UE, che non va procrastinata oltre questo decennio. Per questo- dicono – l’iniziativa del 4 marzo va approvata, «non perché si tratti già di aderire all’UE, ma perché chiede alle autorità federali di avviare prontamente la macchina dell’adesione».
«Occorre esserci per decidere – ha commentato la consigliera nazionale PPD Rosmarie Zapfl – poiché la parità nell’Unione non è soltanto una dichiarazione sulla carta». L’Europa si è dotata di direttive che obbligano i singoli Stati ad applicarle, quindi a raggiungere quella parità di trattamento che la Svizzera non conosce. «La parità non cade dal cielo e nel confronto con gli altri – ha aggiunto la Zapfl – quasi sempre risultiamo sotto lo standard dell’UE».
Per Véronique Pürro, copresidente delle donne socialiste e deputata nel parlamento ginevrino, se nel 1992 quando si trattò di votare sullo Spazio economico europeo (SEE) molte donne di sinistra invitarono al «no», oggi la situazione è radicalmente cambiata. In Svizzera persiste l’assenza di quella volontà politica volta a considerare il ruolo di «motore» che la donna ricopre nel mondo del lavoro e dell’economia. Per questo il sì all’iniziativa si impone da solo, «nella prospettiva di una futura adesione».
L’UE – ha ricordato – ha emanato in questi anni direttive confacenti sul congedo maternità di almeno 14 settimane; la sicurezza e la salute delle lavoratrici durante la gravidanza; il congedo parentale minimo di tre mesi per uomini e donne che hanno avuto un figlio o l’hanno adottato e la garanzia di ritrovare, al ritorno, il proprio posto di lavoro; la parità di trattamento tra uomini e donne nel regime della sicurezza sociale. Fin dai primi passi della costruzione europea è stato posto l’obiettivo della parità di trattamento e delle pari opportunità. «Noi donne abbiamo tutto da guadagnare» nel dire di sì il 4 marzo, ha concluso Véronique Pürro.
swissinfo e agenzie
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