Ivanov in Svizzera: la Russia non cambia posizione su Borodin
La visita ufficiale del ministro degli esteri della Federazione russa Igor Ivanov giovedì a Berna non ha portato nessuno sviluppo nel «caso Borodin». Le relazioni fra Berna e Mosca rimangono comunque «eccellenti», ha detto il consigliere federale Joseph Deiss annunciando che la Svizzera ha invitato il presidente russo Vladimir Putin per una visita ufficiale.
«La Russia continuerà a svolgere un ruolo attivo nella risoluzione della vicenda Borodin», ha detto alla stampa Ivanov. «Si tratta di un cittadino russo e la Svizzera farebbe lo stesso per uno dei suoi». Pavel Borodin è stato arrestato a metà gennaio a New York su richiesta della magistratura ginevrina che lo sospetta di riciclaggio di denaro. Berna ha richiesto la sua estradizione ma la domanda formale non è ancora stata trasmessa a Washington. Il ministro russo auspica che vengano rapidamente adottate «misure» da parte elvetica per «risolvere» il caso. Ivanov ha sottolineato che si tratta di una vicenda «delicata» ma non ha voluto aggiungere altro.
Deiss dal canto suo ha ricordato che si tratta di un caso «giudiziario e non politico» ed ha precisato che è di competenza di un’autorità giudiziaria cantonale e non federale. «Sul piano federale, continueremo ad appoggiare le autorità russe se avranno richieste nei confronti della giustizia ginevrina», ha aggiunto.
Il «caso Borodin» non sembra aver gettato ombre sulla visita di Ivanov. Berna e Mosca hanno annunciato di aver firmato un proroga dell’accordo di cooperazione tecnica e finanziaria fra i due paesi. Deiss ha inoltre detto che è stato trovato un accordo in merito ai due convogli di materiale militare destinati alla Georgia bloccati dallo scorso ottobre in Russia. I camion saranno rimpatriati in Svizzera nei prossimi giorni, ha indicato il consigliere federale.
I due ministri degli esteri hanno pure discusso della questione cecena. Ivanov ha informato il suo omologo della situazione nella repubblica ribelle. Dal canto suo Deiss si è dichiarato«soddisfatto» dei miglioramenti in materia di diritti umani constatati negli ultimi mesi. Amnesty International invece nel suo bollettino di gennaio afferma che le violazioni continuano e anzi sono aumentate in intensità.
In segno della volontà dei due paesi di approfondire la relazione, il presidente della Confederazione Moritz Leuenberger ha invitato in Svizzera il capo del Cremlino Vladimir Putin. La visita dovrebbe svolgersi nella seconda metà dell’anno. Deiss e Ivanov hanno precisato che la data non è ancora stata fissata. La visita del presidente russo sarà preceduta da un viaggio in Russia del consigliere federale Pascal Couchepin, in programma a marzo.
In mattinata Ivanov era intervenuto alla Conferenza dell’Onu sul disarmo a Ginevra. Il ministro degli esteri russo ha lanciato un appello alla nuova amministrazione degli Stati Uniti per un dialogo «attivo e significativo» sulla questione dello ‘scudo spaziale’ e si è pronunciato per il mantenimento ed il rafforzamento del trattato antimissili Abn (Anti-Ballistic Missile) del 1972 Prima di giungere a Berna il capo della diplomazia russa ha incontrato a Losanna il presidente del Comitato internazionale olimpico (Cio) Antonio Samaranch con il quale ha discusso della successione alla testa dell’organizzazione. L’elezione avverrà in luglio a Mosca, ha indicato un portavoce del Cio.
swissinfo e agenzie
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