Jean-Noël Rey e Peter Sutterlüti assolti dalla giustizia bernese
Totalmente accolta la tesi della difesa nel processo a carico dell'ex direttore generale della Posta e del suo vice. I due imputati sono stati prosciolti dalle accuse di amministrazione infedele e infedeltà nella gestione pubblica.
L’ex direttore generale della Posta Jean- Noël Rey e il suo sostituto Peter Sutterlüti sono stati prosciolti dall’accusa di amministrazione infedele. Il tribunale distrettuale di Berna-Laupen ha annunciato la sentenza questa mattina.
Rey ottiene dallo Stato 17’380 franchi di risarcimento per i costi d’avvocato, più 10’000 franchi di indennità per torto morale. Sutterlüti, contro il quale il procedimento è stato più breve, riceverà 11’000 e 5’000 franchi rispettivamente. Le spese processuali vanno pure a carico del Cantone.
L’assoluzione era chiesta dalla difesa, mentre l’accusa domandava sette mesi di detenzione con la condizionale per Jean- Noël Rey e cinque per Sutterlüti, ex capo delle finanze della Posta e più stretto collaboratore di Rey. Il procuratore Heinz Mathys, che venerdì scorso aveva lasciato cadere l’imputazione di infedeltà nella gestione pubblica, ha detto all’ats che deciderà nei prossimi giorni se presentare appello.
Ha dieci giorni per farlo. Secondo la giudice unica Christina Schaer, i due imputati non avevano alcun motivo, nel dicembre 1994, di dubitare della credibilità e della solvibilità dell’avvocato bernese Walo Ilg, al quale concessero un prestito di 100mila franchi.
La somma sarebbe dovuta servire da garanzia per la costituzione dalla Mondial-Transport SA, prima filiale della Posta, che avrebbe dovuto metter piede in Italia. Ma l’avvocato utilizzò i soldi a fini personali e riuscì a restituire soltanto 57 mila franchi. Per la giudice, i due imputati erano in buona fede quando hanno affermato che ignoravano le difficoltà finanziarie di Ilg, venute alla luce solo alcuni mesi più tardi.
Entrambi hanno manifestato il loro sollievo dopo la lettura della sentenza. «Sono contento, ho sempre avuto fiducia nella giustizia bernese», ha dichiarato un Rey raggiante: «Mi sono battuto e non è stato facile. Sono stato trascinato nel fango. Penso a coloro che hanno avuto fiducia in me alla Posta».
Rey è rimasto discreto sul suo futuro. «Torno in Vallese», si è limitato a dire. Poi ha ringraziato Otto Stich, l’ex consigliere federale socialista di cui era stato stretto collaboratore oltre che compagno di partito.
Ad aprire d’ufficio un procedimento penale era stato il Ministero pubblico della Confederazione, sotto l’impulso dell’allora procuratrice federale Carla Del Ponte, dopo che il dipartimento di Moritz Leuenberger aveva già deciso di archiviare il caso.
Questo era venuto alla luce nel 1998: il Dipartimento federale dei trasporti di Leuenberger aveva avviato un’inchiesta amministrativa dopo le rivelazioni di stampa su un ingente indennizzo – oltre 277’000 franchi – concesso a Urs Haymoz, che aveva rinunciato alla carica di vicedirettore della Posta cui era stato nominato a seguito dell’apertura di un procedimento penale contro di lui in Germania per amministrazione infedele.
Rey, oggetto di critiche virulente e accusato di nepotismo e favoritismo verso amici di partito (anche l’avvocato Ilg era socialista), rassegnò le dimissioni il 12 marzo 1998 per la fine del giugno successivo.
swissinfo e agenzie
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