La Giornata del malato per ricordare la nostra fragilità
Nella sua allocuzione in occasione della giornata del malato il presidente della Confederazione Moritz Leuenberger invita la popolazione svizzera ad impegnarsi in prima persona nell'aiuto a chi soffre, evitando di delegare tutto alle autorità, alle assicurazioni e al personale medico.
«La politica sanitaria non deve limitarsi all’offerta di letti d’ospedale o alla discussione sui premi delle casse malattia e sui prezzi dei medicinali», afferma Leuenberger. «Essa è fatta anche di partecipazione, di impegno e di aiuto».
I figli possono accompagnare i genitori anziani o i nonni a passeggio, i vicini di casa possono aiutare a fare la spesa, si può avere uno scambio epistolare con un malato. «A volte basta una telefonata per recare conforto a chi è afflitto dalla solitudine», sostiene Leuenberger. «Viviamo in un’epoca caratterizzata dal culto del corpo. La salute, la forza e la bellezza fisica sono i suoi ideali, i centri di fitness e le palestre sono i templi di oggi», aggiunge il presidente della Confederazione. Ma chi ha vissuto la malattia sulla sua pelle o su quella di persone vicine sa che la salute può venire meno in qualsiasi momento.
Leuenberger ha ricordato anche la sua esperienza personale, quando da bambino si trovò a trascorrere un lungo periodo di degenza all’ospedale pediatrico di Basilea per un’infezione al midollo osseo. «Questo improvviso passaggio dall’euforia giovanile all’immobilità, dalla speranza alla disperazione (…) è tuttora molto vivo nella mia memoria».
swissinfo e agenzie
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