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Le proposte del governo per una naturalizzazione facilitata

La consigliera federale Ruth Metzler ha elaborato la proposta governativa per facilitare l'accesso alla cittadinanza svizzera Keystone

Gli stranieri della seconda e terza generazione devono poter ottenere il passaporto rossocrociato più facilmente. Il governo ha formulato proposte innovative in materia di naturalizzazione.

Nel prossimo futuro la Svizzera potrebbe contare un numero molto maggiore di cittadini svizzeri. Il Consiglio federale ha infatti formulato mercoledì le proprie idee per agevolare l’ottenimento della cittadinanza elvetica agli stranieri di seconda e terza generazione, categoria che rappresenta una grossa fetta della popolazione straniera (complessivamente circa il 20% di quella residente) che vive oggi nella Confederazione.

Le proposte, che il governo manda in consultazione fino al 15 maggio, provocheranno sicuramente reazioni molto differenziate tra cantoni, partiti e organizzazioni diverse, essendo quello degli stranieri uno dei temi tradizionalmente molto sentiti nell’opinione pubblica.

Principale novità tra le diverse proposte di Berna, basate su un rapporto di esperti, è la possibilità per gli stranieri di terza generazione nati in Svizzera di ottenere automaticamente il passaporto rossocrociato fin dalla nascita. Un principio, quello dello “ius soli”, già riconosciuto in molti paesi europei e che, secondo la Commissione federale degli stranieri, contribuirebbe al processo di integrazione nella società elvetica.

Il Consiglio federale vuole inoltre introdurre una naturalizzazione agevolata per i giovani stranieri della seconda generazione che hanno frequentato in Svizzera la maggior parte della scuola dell’obbligo. A questo riguardo, inizialmente dovrebbero essere ancora i cantoni a decidere se concedere la cittadinanza. I criteri di concessione dovrebbero tuttavia essere armonizzati dal diritto federale. I costi per la naturalizzazione dovrebbero poi essere ridotti al punto di coprire semplicemente le spese amministrative.

Dopo le roventi polemiche suscitate dal caso Emmen, il Consiglio federale propone anche l’introduzione di un diritto di ricorso contro il rifiuto della naturalizzazione, per lo meno in caso di violazione del diritto costituzionale.

Una situazione che si era verificata l’anno scorso nel comune lucernese che aveva commesso un palese atto di discriminazione: in votazione popolare i cittadini avevano concesso la naturalizzazione a tutti i candidati di origine italiana negandola in blocco a quelli provenienti dalla Jugoslavia e dai paesi staccatisi dalla Federazione jugoslava. Essendo però la procedura di competenza cantonale, la consigliera federale responsabile del Dipartimento di giustizia e polizia Ruth Metzler non aveva potuto far altro che prendere atto della volontà popolare e promettere una revisione in materia a livello federale.

Una revisione che preannuncia un dibattito lungo e acceso in parlamento e comunque uno scrutinio tra gli attuali cittadini svizzeri. Per attribuire alla Confederazione la competenza di agevolare le naturalizzazione è infatti necessaria una modifica costituzionale, la quale a sua volta richiede la doppia maggioranza di popolo e cantoni in votazione popolare.

Luca Hoderas

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