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Lotta aperta alle discriminazioni legali contro sieropositivi, malati e handicappati

La direttrice dell'Aiuto Aids Svizzero, Ruth Rutmann, e il responsabile del settore giuridico dell'organizzazione, Pierre Heusser, durante la presentazione della campagna Keystone

È lo scopo della campagna lanciata dall'Aiuto Aids Svizzero (AAS) per sensibilizzare contro le discriminazioni di cui sono fatti oggetto i sieropositivi ed altre persone malate o handicappate, in rapporto alla malattia, al lavoro e alle assicurazioni.

I sieropositivi in Svizzera sono circa 20’000. Molti di loro devono sottoporsi ad una pesante terapia che non dà, per il momento, la certezza di sconfiggere il virus Hiv e che non è esente da effetti secondari. Oltre a sopportare tutto questo, spesso i sieropositivi devono fare i conti con diverse forme di discriminazione, fin dal momento dell’assunzione di un impiego. Infatti, i questionari delle casse pensioni e quelli delle assicurazioni per il diritto alle indennità giornaliere in caso di malattia, contengono domande sullo stato sierologico.

In tal modo, il datore di lavoro viene a conoscenza dell’eventuale sieropositività dei suoi dipendenti e, in caso di discriminazione sul posto di lavoro o di licenziamento, è praticamente impossibile per le persone colpite provare il legame tra il provvedimento e la propria condizione di portatore di Hiv.

Queste persone, inoltre, non possono stipulare un’assicurazione per indennità giornaliere in caso di malattia, né un’assicurazione sulla vita; devono subire riserve dalle casse pensioni ed è loro quasi impossibile ottenere un credito bancario o accendere un’ipoteca.

Ora, L’AAS ha ricevuto dall’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) l’incarico di studiare una serie di misure per lottare contro le discriminazioni ai danni di persone sieropositive, malate o handicappate. A partire dal 1. marzo, un giurista allestirà un preciso catalogo di tali discriminazioni e in seguito verrà impostato un lavoro di lobbying presso assicurazioni ed autorità.

Insieme a queste misure, l’AAS ha presentato l’opuscolo informativo “Avere e far valere i propri diritti”, un prontuario di consigli tradotto in diverse lingue.

L’AAS è stato fondato nel 1985 da un gruppo di uomini omosessuali, colpiti dall’Aids nei primi anni dell’epidemia. Attualmente, l’AAS è un’associazione nazionale che coordina 21 sedi cantonali e regionali e 32 organizzazioni affiliate. I suoi obiettivi sono: impedire nuovi contagi; migliorare la qualità di vita delle persone con Hiv e Aids; promuovere la solidarietà nei confronti dei sieropositivi e delle loro famiglie.

I suoi compiti sono: realizzare, di propria iniziativa o su mandato dell’UFSP, progetti di prevenzione rivolti a gruppi sociali particolarmente esposti all’Hiv; svolgere funzione di coordinamento e collegamento tra diversi organismi; condurre campagne d’informazione.

A Zurigo, il segretariato dell’AAS occupa circa 25 persone. Dispone di finanziamenti che provengono dai sussidi dell’Ufficio federale della sanità pubblica e da donazioni private.

Silvano De Pietro

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