Nuova manifestazione anti-Davos a Berna
Un migliaio di persone si sono riunite nella capitale federale per protestare contro le massicce misure di sicurezza applicate nel corso del Forum economico mondiale (WEF), tenuto una settimana fa a Davos. I manifestanti hanno rivendicato il diritto ad esprimersi e a muoversi liberamente in Svizzera. Da parte sua, il presidente del Forum Klaus Schwab ha giustificato nuovamente l'intervento delle forze dell'ordine.
“Basta con lo spirito di Davos” e “WEF con manifestazioni o nessun WEF”: con questi slogan i manifestanti, soprattutto giovani, hanno espresso a Berna il loro malcontento nei confronti del dispositivo di sicurezza adottato dalle autorità grigionesi e svizzere in occasione del Forum. In particolare, i partecipanti alla manifestazione hanno protestato contro le limitazioni imposte alla libertà di movimento e di espressione, tramite il massiccio apparato poliziesco-militare messo in atto in tutta la Svizzera.
Una serie di misure eccezionali – controlli doganali, blocchi stradali e ferroviari – avevano impedito a numerosi militanti anti-globalizzazione di recarsi una settimana fa a Davos. Nella località turistica grigionese centinaia di rappresentanti delle forze dell’ordine erano stati dispiegati per sventare ogni tentativo di manifestazione.
La rabbia degli oppositori al Forum aveva poi trovato sfogo sabato sera a Zurigo, dove la protesta era sfociata in scontri con la polizia, vetrine infrante e automobili incendiate. 121 persone erano state tratte in arresto in seguito a questa esplosione di violenza che aveva provocato danni per centinaia di migliaia di franchi.
Autorizzata dalle autorità, la manifestazione di Berna contro “lo Stato poliziesco svizzero” è stata lanciata dal Coordinamento anti-OMC che ha garantito uno svolgimento pacifico. Il corteo dei manifestanti, partito alle 14.00 dalla stazione di Berna, si è sciolto due ore dopo dinnanzi a Palazzo federale, senza creare incidenti.
Sempre sabato, il presidente del Forum economico mondiale, Klaus Schwab, ha giustificato l’intervento delle forze di polizia e il divieto di manifestazione imposto a Davos. In un’intervista alla radio svizzero-tedesca DRS, Schwab ha dichiarato che tali misure erano necessarie per impedire episodi di violenza da parte di un nucleo di contestatori, paragonabili a hooligan del mondo calcistico.
Il fondatore del WEF ha inoltre annunciato di voler compiere ulteriori sforzi l’anno prossimo per rafforzare il dialogo con le organizzazioni non governative (ONG). Schwab ha ricordato che, già quest’anno, oltre 40 ONG sono state invitate a Davos e che durante il Forum hanno trovato spazio anche numerosi interventi critici.
swissinfo e agenzie
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