Partecipazione attiva della Svizzera al Consiglio d’Europa
Berna ha approvato il rapporto sulle attività nel Consiglio d'Europa. Lo scorso anno la Corte europea dei diritti dell'uomo ha pronunciato 4 sentenze riguardanti la Svizzera.
Nel corso del 2000 il Consiglio d’Europa ha potuto rafforzare il proprio ruolo di forum paneuropeo, rendendo più efficaci le attività e migliorando la presenza politica, rileva il Consiglio federale nel suo rapporto annuale sulla partecipazione svizzera al consesso sopranazionale, fondato a Strasburgo nel 1949 e di cui la Svizzera fa parte dal 1963.
Secondo il rapporto la concentrazione delle attività su cinque priorità strategiche – diritti dell’uomo, stabilità democratica, Stato di diritto, educazione e cultura nonché coesione sociale – avrebbe fornito buoni risultati.
Risultati che nell’anno appena trascorso hanno toccato da vicino anche la Confederazione. La Corte europea dei diritti dell’uomo ha infatti emesso quattro giudizi riguardanti la Svizzera, constatando in due casi una violazione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.
Si tratta di una sentenza concernente un’intercettazione da parte del Ministero pubblico della Confederazione di una conversazione telefonica dell’ambasciata dell’ex Unione sovietica e il relativo allestimento di una scheda. Un’operazione che secondo la Corte ha violato il diritto al rispetto della vita privata e della corrispondenza.
Il secondo caso riguardava una cittadina congolese sieropositiva e con epatite B alla quale era stata rifiutata la richiesta d’asilo. Senza pronunciarsi sul merito, la Corte ha tuttavia ritenuto ricevibili i ricorsi per violazione del diritto alla vita e per trattamento disumano.
Le sessioni del Comitato dei Ministri tenutesi nel 2000 sono state consacrate prevalentemente alla situazione nel Caucaso, in particolare agli sforzi per la reintroduzione dello stato di diritto e dei diritti dell’uomo in Cecenia, e nell’Europa sudorientale. Due campi di attività in cui la Svizzera ha contribuito concretamente. L’anno scorso Berna ha stanziato 200mila franchi per le missioni di esperti in Cecenia e per il controllo delle elezioni in Kosovo. In novembre il Consiglio federale ha deciso di versare per altri quattro anni contributi volontari al Consiglio d’Europa. Questi mezzi verranno impiegati principalmente per finanziare attività non previste dal Consiglio d’Europa o non coperte dal suo budget.
Luca Hoderas
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