Pressioni diplomatiche russe sulla Svizzera in merito all’arresto di Borodin
Mentre la procuratura ginevrina, che sta indagando sull'affare Mabetex-Mercata, ne ha già richiesto l'estradizione, Mosca e Minsk protestano vigorosamente per l'arresto negli Stati Uniti di Pavel Borodin. Le autorità russe premono ora sulle autorità politiche svizzere, alla ricerca di una soluzione diplomatica del caso.
Pressioni diplomatiche da parte della Russia sarebbero in corso sulle autorità politiche svizzere per cercare di risolvere il nodo diplomatico e giudiziario creato dall’arresto di Pavel Borodin, ex tesoriere del Cremlino. Lo hanno riferito oggi fonti interne al Cremlino citate dall’agenzia Interfax.
Subito dopo l’arresto dell’attuale segretario dell’Unione russa-bielorussa, Mosca ne ha chiesto ufficialmente «il rilascio immediato e incondizionato», ma un giudice americano ha deciso di lasciarlo in carcere almeno fino al 25 gennaio, data per la quale si è riservato una decisione.
Secondo le fonti citate da Interfax, la diplomazia russa è ora impegnata su due fronti: sul fronte americano tiene a sottolineare che Borodin è «un alto funzionario pubblico» con status diplomatico, pur rendendosi conto che nell’ambito della giustizia statunitense si è innescato un meccanismo tecnico legato al mandato di cattura svizzero; in secondo luogo si è rivolta alle autorità di Berna con le quali sono in corso «attive consultazioni» per verificare una possibile via d’uscita.
Da parte loro, gli avvocati difensori russi di Borodin, Ghenrikh Padva e Boris Kuznetsov, hanno fatto sapere che il loro assistito, nonostante tutto, conserva uno spirito combattivo. Egli è sicuro che i magistrati svizzeri non abbiano alcun elemento neppure per portarlo a giudizio, ha detto Kuznetsov, il quale ha poi aggiunto: «Ammesso e non concesso che Borodin abbia ricevuto tangenti, questo sarebbe avvenuto in Russia e ben difficilmente può essere provato in Svizzera». Il procuratore generale ginevrino, Bernard Bertossa ha, dal canto suo, ribadito a chiare lettere la volontà della magistratura da lui diretta di far comparire Borodin davanti ad un giudice istruttore a Ginevra.
Borodin, recatosi negli Stati Uniti per assistere all’investitura del presidente George W. Bush, è stato arrestato mercoledì all’aeroporto Kennedy di New York su mandato di cattura internazionale della magistratura ginevrina. L’alto funzionario russo è sospettato di riciclaggio e di aver intascato 25 milioni di dollari di mazzette versate dalle due società svizzere, Mercata Trading e Mabetex, per ricevere l’appalto concernente alcuni lavori di rinnovamento del Cremlimo. Nel dicembre scorso la magistratura moscovita, che collaborava con quella elvetica, ha abbandonato l’inchiesta per mancanza di prove, scagionando così, almeno su suolo russo, Pavel Borodin dalle accuse mossegli dalla Svizzera.
swissinfo e agenzie
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