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Raoul Wüthrich: l’arresto era illegale

L'arresto di Raoul Wütrich avrebbe violato il quarto emendamento della costituzione statunitense, che garantisce la protezione contro fermi ingiustificati Keystone

L'arresto di Raoul Wüthrich, il ragazzino svizzero-americano che nel 1999 fu accusato negli Stati Uniti di incesto ai danni della sorellina, era illegale. Lo ha stabilito il giudice distrettuale federale di Denver, secondo cui gli agenti che strapparono Raoul alla sua abitazione a tarda sera, portandolo via in manette, avrebbero avuto il tempo di procurarsi un mandato di arresto, cosa che invece hanno mancato di fare.

La notizia pubblicata giovedì dal settimanale svizzerotedesco «Facts» è stata confermata dall’avvocato della famiglia Wüthrich, Vicent Todd. A suo avviso «nessun poliziotto ragionevole può aver pensato che l’arresto di Raoul avvenisse nel rispetto della legge».

Un’opinione condivisa dal giudice Wiley Y. Daniel, almeno stando a quanto riportato da «Facts» e dal «Denver Rocky Mountain News». «Sono turbato dal comportamento arrogante del dipartimento dello sceriffo», afferma Daniel, secondo cui le autorità avrebbero certamente potuto agire altrimenti.

Citando una sentenza della Corte suprema del 1980, Daniel ha detto che arresti senza mandato sono ammessi solo in circostanze rare e straordinarie. Il Quarto emendamento della Costituzione americana, che garantisce a tutti la protezione contro fermi ingiustificati, è stato violato, ha stabilito lunedì scorso il giudice.

La decisione rappresenta però solo una tappa del lungo iter procedurale: toccherà ora ad una giuria esprimersi sulla richiesta di risarcimento presentata dalla famiglia Wüthrich. L’avvocato Todd non ha avanzato cifre, ma secondo «Facts» la richiesta sarebbe di 1,5 milioni di franchi. Prima di una sentenza definitiva dovrebbero passare ancora due anni.

Stando al settimanale svizzerotedesco, che ha avuto accesso agli atti, Todd ha sporto denuncia contro una ventina di persone. Oltre allo sceriffo e agli inquirenti, sono compresi tra gli altri anche due rappresentanti del penitenziario di Mount Wiew, che avevano negato l’accesso all’avvocata di Rauol.

La famiglia intende agire anche contro il quotidiano locale «Denver Post» e il moderatore di una radio locale, rei secondo Todd di aver diffuso false informazioni sui Wüthrich, sostenendo che si apprestavano a mettere in funzione un sito per la vendita di cassette porno.

«Facts» rivela anche un nuovi particolari sull’arresto, in particolare il fatto che a Raoul fu proibito di prendere con sé una Bibbia, perché avendo la copertina dura poteva costuire un pericolo.

La vicenda di Raoul aveva tenuto per settimane con il fiato sospeso la Svizzera, arrivando ad interessare intensamente numerosi media europei e degli stessi Stati Uniti, paese in cui la detenzione di giovani è considerata normale. Il ragazzo, che non aveva ancora compiuto gli 11 anni, era stato arrestato il 30 agosto 1999 a Evergreen, nello stato del Colorado: venne prelevato nella casa dei suoi genitori e portato, ammanettato, in una prigione per minorenni.

Imputazione: abusi sessuali sulla sorellastra di cinque anni. Il piccolo e i suoi genitori hanno sempre respinto l’accusa, suffragata unicamente dalla testimonianza di una vicina, che sosteneva di aver visto Raoul commettere gli abusi nel giardino di casa. Dopo un periodo trascorso in carcere, a metà ottobre il ragazzino era stato trasferito in affidamento presso una famiglia.

Il procedimento penale per incesto fu relativamente lungo e costellato da vari colpi di scena, seguiti sempre più intensamente da TV di tutto il mondo. Il 10 novembre 1999 un tribunale di Golden decretò un non luogo a procedere per motivi formali. La famiglia Wüthrich ne approfittò subito per rientrare in Svizzera presso i genitori del padre Andreas a Churwalden, nei Grigioni.

I coniugi hanno poi deciso di separarsi. A sorpresa, il 1. luglio 2000 Beverly Wüthrich è tornata negli Stati Uniti portandosi dietro Raoul e la sorella maggiore, avuti da un precedente matrimonio. Andreas Wüthrich è rimasto nei Grigioni con le due figlie comuni.

swissinfo e agenzie

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