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Democrazia diretta in Svizzera

Rigurgiti dell’estrema destra nel 2000

Militanti di estrema destra hanno perturbato la Festa del primo di agosto sul Grütli Keystone

Anche se rappresentano ancora un fenomeno marginale, i movimenti di estrema destra preoccupano sempre maggiormente le autorità. Secondo la Polizia federale, il nocciolo duro dei militanti filonazisti è passato da 300 a 800 persone tra il 1997 e il 2000.

Quest’anno, il problema dell’estrema desta è ritornato alla ribalta soprattutto in relazione ad un clamoroso episodio: i fischi con i quali un centinaio di naziskin hanno perturbato la Festa del primo di agosto sul Grütli, disturbando anche il discorso pronunciato dal consigliere federale Kaspar Villiger. Lo sgarbo, trasmesso dalla televisione in tutta la Svizzera, ha preoccupato l’opinione pubblica e ha suscitato riflessi di difesa.

Con la loro contestazione sul mitico praticello, i neonazisti hanno mostrato a tutti una nuova consapevolezza della propria forza, ha dichiarato all’ats il giornalista Jürg Frischknecht, che da tempo segue l’evoluzione del movimento. A suo avviso la situazione attuale rammenta quella di dieci anni fa, quando si paventava una rinascita del «frontismo» stile anni Trenta.

Quello del Grütli è stato uno soltanto degli oltre 100 «incidenti» attribuiti nel 2000 dalla Polizia federale all’estrema destra: il doppio dell’anno prima. In luglio giovani neonazisti hanno sparato a Berna su un capannone abitato da alternativi di sinistra e solo per un miracolo non è stato ucciso nessuno. A giugno una banda di skinhead ha aggredito giovani supposti di sinistra a Burgdorf. In agosto si sono registrate aggressioni in massa contro stranieri a Kreuzlingen (TG) e a San Gallo.

Secondo la Polizia federale, il «nocciolo duro» del movimento è passato da 300 a 800 persone negli ultimi tre anni. La maggior parte dei componenti sono giovani fra i 16 e i 22 anni. Si è pure allargata la base sociale: i reclutamenti – afferma Frischknecht – non avvengono più solo nelle campagne e negli strati sociali inferiori, ma anche nel ceto medio e pure fra le donne. La «scena» neonazista è tuttavia ancora poco presente nelle città.

I politologi spiegano questo rigurgito dell’estrema destra con le paure suscitate dalla durezza della competizione economica e dall’immigrazione. Esso è pure favorito – nota la Polizia federale nel suo rapporto sugli skinhead – dalle aspre discussioni sulla politica d’asilo, dal populismo e dall’accettazione della violenza e delle idee razziste da una parte della popolazione.

Il nuovo affermarsi dell’estrema destra implica pure la volontà di organizzarsi a livello nazionale. L’attivista turgoviese Pascal Lobsiger vuole riunire i gruppi skin in una «Organizzazione di ricostruzione nazionale» (Nationale Aufbau-Organisation). Il bernese David Mulas ha da parte sua fondato in primavera una «Nationale Partei Schweiz».

Secondo il giornalista Hans Stutz, che tiene una cronologia degli incidenti a sfondo razzista in Svizzera, le «teste rapate» militano soprattutto in gruppuscoli locali. Due organizzazioni agiscono a livello nazionale e hanno contatti all’estero: gli «Hammerskins», piuttosto elitari, e il movimento di origine britannica «Blood & Honour».

Poiché l’insorgere della violenza neonazista si nota anche in altri paesi d’Europa, specialmente in Germania, si pone il problema di un eventuale coordinamento internazionale. Secondo Stutz, ci sono contatti tra leader a livello internazionale e Internet è divenuto in quest’ambito un mezzo di comunicazione importante. Ancora attualmente non esiste una collaborazione istituzionalizzata, né vi sono progetti comuni.

I revisionisti fanno eccezione: posseggono una buona rete internazionale e organizzano pubblici congressi. I più noti esponenti svizzeri, il vodese Gaston-Armand Amaudruz e il basilese Jürgen Graf, sono stati di recente condannati a pene carcerarie. Il primo ha tuttavia ottenuto una riduzione della pena, mentre il secondo si è rifugiato all’estero.

Le attività dell’estrema destra hanno messo in allarme media e autorità. In settembre, la consigliera federale Ruth Metzler ha costituito un gruppo di lavoro interdipartimentale sul tema. La Commissione federale contro il razzismo prevede di aprire una linea telefonica per le vittime. A Malters (LU), il Comune ha fatto chiudere un ritrovo della «scena» neonazista internazionale.

Da parte sua, la Polizia federale ha bloccato un certo numero di siti internet neonazi. Ma manca ancora delle strutture d’intervento necessarie. Le lacune giuridiche impediscono d’altro canto una lotta efficace contro il razzismo sul web.

A livello internazionale, i ministri dell’Interno dei paesi alpini hanno deciso in autunno di collaborare in modo più stretto nella lotta contro il radicalismo di destra. Le polizia svizzera e tedesca hanno convenuto misure bilaterali.

swissinfo e agenzie

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