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Democrazia diretta in Svizzera

Sensibilizzare gli svizzeri sulla situazione dei bambini di strada

Solamente Stati Uniti e Somalia non hanno ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia Keystone

Lunedì 20 novembre si celebra la Giornata mondiale dei diritti dei bambini. In Svizzera migliaia di ragazzi prendono parte alla azione organizzata da Terre des Hommes, per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla situazione dei bambini di strada.

Per il terzo anno consecutivo Terre des Hommes, la fondazione internazionale per la protezione dell’infanzia sfavorita fondata il 22 luglio 1960 da Edmond Kaiser, organizza la manifestazione “Ragazzi di strada per un giorno”. Il primo anno, nel 1998, all’iniziativa presero parte 2 mila ragazzi, come ha spiegato in esclusiva a swissinfo Marisa Rathey, presidente del Gruppo di lavoro Ticino di Terre des Hommes, la cui intervista integrale segue in calce all’articolo.

Quest’anno a fare i lustrascarpe, a lavare i vetri delle automobili, ad offrire caffé, thé, pasticcini, a vendere i giornali saranno oltre 4 mila, a dimostrazione del crescente interesse di questa iniziativa. Con la loro presenza, questi ragazzi vogliono attirare l’attenzione degli svizzeri sulla situazione dei ragazzi di strada e sensibilizzarli ad essere solidali. “L’importanza di questa iniziativa -continua la presidente del Gruppo di lavoro Ticino di Terre des Hommes- è dimostrata dal fatto che la nostra fondazione ha deciso di far diventare annuale questa manifestazione anche nei prossimi anni”.

Oggigiorno nel mondo muoiono ancora per cause evitabili oltre 11 milioni di bambini, nonostante l’adozione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia, adottata il 20 novembre del 1989 a Nuova York, sia stata ratificata da tutti i Paesi del mondo tranne Stati Uniti e Somalia.

Teoricamente, quindi, il 96 percento dei bambini di tutto il mondo vivono in nazioni legalmente obbligate a tutelare i loro diritti. La situazione è però tragicamente diversa. Milioni di bambini sono infatti resi invisibili dalla miseria, non registrati alla nascita, costretti a fare lavori degradanti per la loro salute, rapiti per essere poi usati come soldati o guerriglieri, sfruttati sessualmente.

Le cifre denunciate dall’Unicef, la Fondazione delle Nazioni Unite per l’infanzia, sono impressionanti: 200 milioni di bambini sono affetti da rachitismo, altri 170 milioni sono sottopeso; i bambini poveri con meno di 5 anni sono 600 milioni e rappresentano la metà di tutti i poveri del pianeta. Inoltre 110 milioni di bambini nei Paesi in via di sviluppo non frequentano la scuola ed altri 250 milioni, fra i 5 ed i 14 anni d’età, sono costretti a lavorare. Di costoro tra i 50 ed i 60 milioni vengono sfruttati in modo intollerabile.

La giornata odierna in Svizzera vuole quindi essere l’occasione per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla problematica di quest’infanzia abbandonata, maltrattata, sfruttata. E questo perché, parafrasando uno degli obiettivi di Terre des Hommes, il modo migliore per difendere i diritti dell’infanzia è l’azione diretta sul terreno, al servizio dell’infanzia stessa.

In Svizzera, oltre a Terre des Hommes, altre associazioni, come Pro Juventute, si occupano di questa delicata tematica. Proprio per far conoscere i diritti dell’infanzia e, soprattutto, farli applicare, Terre des Hommes e Pro Juventute gestiscono il numero telefonico 147 (143 nel Canton Ticino), una linea di aiuto per i bambini ed i giovani, in funzione 24 ore su 24. Un’offerta per prevenire gli abusi e la violenza nei confronti dell’infanzia.

swissinfo

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