VS: Yann Arthus-Bertrand fotografa abitanti di Crans-Montana
Fino a sabato, Yann Arthus-Bertrand offrirà un ampio servizio fotografico agli abitanti di Crans-Montana (VS). Gli scatti del celebre fotografo francese verranno realizzati come un "album di famiglia" e saranno poi esposti nel villaggio montano nel corso dell'inverno.
(Keystone-ATS) “È il primo lavoro che realizzo al di fuori della Francia”, racconta il fotografo Yann Arthus-Bertrand a Keystone-ATS. “Mi hanno chiesto di farlo in Belgio, in Italia e in Spagna, ma ho davvero voluto iniziare qui”, prosegue, spiegando di essere molto vicino a Bérengère Primat, la fondatrice e direttrice della Fondation Opale di Lens (VS), che promuove l’arte aborigena contemporanea a livello europeo. “Dopo la catastrofe (ndr: l’incendio del “Constellation”), che ha toccato Crans-Montana, era giunto il momento di farlo.”
“Sono vicino alla Fondation Opale, dove ho esposto, e sono venuto più volte nella regione. Una parte del mio cuore è a Crans-Montana”, precisa l’80enne, che è anche reporter, giornalista e ambientalista.
“Tutte le persone di Crans-Montana”
“Quando mi è stato chiesto di realizzare questi ritratti, ho subito accettato. Questo progetto è immediatamente diventato prioritario ai miei occhi.” L’iniziativa si propone come una variante di quella realizzata in Francia, che ha portato alla pubblicazione di un libro intitolato “France, un album de famille” (Francia, un album di famiglia), che raccoglie 800 ritratti scelti tra quelli di 40’000 persone immortalate.
Da ieri, l’ottantenne francese ha installato uno studio temporaneo in seno alla caserma dei pompieri di Crans-Montana per realizzare ritratti di persone del posto, raggruppate per professione, famiglia, club e associazioni, a loro discrezione. Un migliaio di persone si sono iscritte.
“La vita è bella”
“Vorrei fotografare tutte le persone di Crans-Montana, tutti i mestieri interessanti, tutte le personalità della stazione”, riassume entusiasta il fotografo. “È gratuito, aperto a tutti e diamo una foto ad ognuno. Mi piace pensare che il mio lavoro fa del bene. Sono venuto a fotografare gente felice. La vita è bella anche se non è facile per tutti.”
Le sue foto verranno pubblicate in un libro, la cui uscita è prevista a dicembre, e saranno esposte nella mostra “Valais, un album de famille”. “L’obiettivo di questa iniziativa è quello di riunire le persone”, precisa. I ricavi della vendita del libro, arricchiti dai testi del giornalista Eric Lehmann, verranno interamente riversati ad un’associazione per le vittime della tragedia dell’incendio del 1° gennaio scorso. L’insieme dei partner del progetto lavorano gratuitamente.
Un’esposizione nelle vie del villaggio
“C’è molta sensibilità, ci saranno molte emozioni”, ammette il fotografo. “È complicato dopo una tale avventura, ma ho davvero voglia di parlare d’amore, di felicità”, sottolinea, evocando il “bisogno di riunirsi, di amarsi e di vivere”. “Oggi credo che preferisco fotografare dei visi piuttosto che dei paesaggi, un po’ come un fotografo di villaggio”, conclude.
L’esposizione “Valais, un album de famille” si terrà nelle vie di Crans-Montana, nel corso dell’inverno, se possibile già a partire da Natale, altrimenti da gennaio 2027. I ritratti saranno visibili per qualche mese, prima di viaggiare altrove in Vallese.