VS: terme di Saillon licenziano 130 dipendenti, dopo incendio
(Keystone-ATS) In seguito a un incendio scoppiato il Natale scorso in un locale tecnico dei bagni termali di Saillon, in Vallese, la direzione del gruppo ha annunciato che saranno licenziati da 120 a 140 dipendenti sui 171 che compongono l’azienda.
“Purtroppo, l’incendio e la chiusura dello stabilimento per una durata indeterminata costringono i Bains de Saillon a prendere decisioni difficili”, scrive in un comunicato il gruppo BOAS, che deve “procedere al licenziamento di tutto il personale non assegnato a compiti necessari per il funzionamento o per il ripristino delle strutture”.
L’esatta entità dei licenziamenti non è ancora nota. Tuttavia, l’azienda stima che dovrebbero essere tagliati tra 120 e 140 posti. È probabile che la fase di cessazione dei contratti di lavoro inizierà già in giugno, aggiunge la nota odierna.
Il sindacato Unia si è opposto all’annuncio di “questo massiccio licenziamento collettivo”. Ha sottolineato che “l’azienda beneficia di un sostanziale aiuto statale attraverso il lavoro a orario ridotto”.
Il giorno di Natale 2020, un incendio è scoppiato in un locale tecnico del complesso dei Bagni di Saillon a causa di un corto circuito. Nessuno è rimasto ferito, ma i danni causati ammontano a milioni di franchi e il centro termale ha dovuto chiudere i battenti. Oltre quattro mesi dopo, la riapertura non è ancora all’ordine del giorno.
Il direttore generale dello stabilimento, Dan Meylan, ha spiegato a Keystone-ATS che il “lavoro da fare è molto più importante del previsto”. “Pensavamo che avremmo avuto sei-otto mesi (di interruzione), ed è per questo che il personale è stato mantenuto. Ma, alla fine, ce ne vorranno diciotto. E la nostra assicurazione sulla perdita degli affari ci impone di limitare ulteriormente i danni. Purtroppo, questo significa licenziamenti”, ha aggiunto.