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80 mila firme per riconoscere il genocidio degli Yazidi

i promotori della petizioni oggi a Berna KEYSTONE/ALESSANDRO DELLA VALLE sda-ats

(Keystone-ATS) Una cinquantina di persone ha consegnato oggi alla Cancelleria federale una petizione, corredata da oltre 80’000 firme, per riconoscere il genocidio degli Yazidi. Tra di esse figuravano dei rifugiati che sono fuggiti dalle persecuzioni dello Stato islamico (Isis).

“Le atrocità, incominciate nel 2014 in Iraq, proseguono ancora oggi”, hanno scritto i firmatari della petizione in una nota. Ad inizio agosto di quell’anno, l’Isis aveva lanciato un’offensiva militare contro questa minoranza etnica e religiosa nella regione di Sinjar, nel nord dell’Iraq.

Stando a uno studio pubblicato nel periodico “Public Library of Science”, 3’100 Yazidi sono stati uccisi e altri 6’800 catturati. Circa 2’500 donne e bambini sono sempre dati per dispersi, e diverse fosse comuni non sono state ancora aperte, viene sottolineato nella petizione.

Stando ai firmatari, il riconoscimento del genocidio degli Yazidi invierebbe un “segnale forte”. Le sofferenze delle vittime e delle loro famiglie devono essere riconosciute. Si tratta di una tappa “indispensabile” per assumere le responsabilità, gestire i conflitti e garantire un futuro pacifico e duraturo per tutti. A loro avviso, è inoltre importante prevenire nuovi genocidi.

Vari Governi e Parlamenti hanno già riconosciuto il genocidio degli Yazidi o adottato risoluzioni in tal senso, come ad esempio il Bundestag tedesco. I consiglieri nazionali Roger Nordmann (PS/VD) et Natalie Imboden (Verdi/BE) hanno partecipato oggi alla consegna della petizione. Dal canto suo, Fabian Molina (PS/ZH) ha depositato in Parlamento un postulato a tal proposito.

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