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AG: 400 persone in piazza per le vittime di Patrick Frei

Keystone-SDA

Circa 400 persone si sono riunite questo pomeriggio sulla piazza del comune di Untersiggenthal (AG) per esprimere solidarietà nei confronti delle vittime di violenza sessuale attribuita all'ex granconsigliere UDC Patrick Frei.

(Keystone-ATS) Nel corso della manifestazione è stato chiesto un rafforzamento della protezione delle vittime e un pieno chiarimento della grave vicenda da parte delle autorità. La veglia, autorizzata e organizzata dalle Donne del PS argoviese con il sostegno di altri gruppi, si è svolta in modo pacifico davanti alla sede del Municipio.

Numerose le donne presenti, ma anche uomini di ogni età. Su alcuni cartelli si leggevano slogan come “Proteggere costa denaro, la violenza costa vite” oppure “Voltarsi dall’altra parte è vergogna”. Altre insegne recitavano invece “Proteggersi dalla burocrazia” e ancora “Unzgi (diminutivo dialettale di Untersiggenthal ndr) è furiosa”.

La manifestazione si è tenuta proprio in quel comune argoviese – nel distretto di Baden – dove il 57enne ex deputato cantonale dell’UDC, risiedeva prima della sua detenzione preventiva avvenuta nel 2023.

Secondo l’accusa Frei avrebbe commesso nella propria abitazione gravi reati ai danni di tre donne, tra cui una minorenne. Quest’ultima assieme a sua madre, anch’essa tra le vittime, hanno partecipato alla veglia odierna, dove sono state accolte da un lungo applauso dei presenti. La donna ha ringraziato i manifestanti per il loro sostegno, affermando di voler aiutare altre vittime che si trovano in situazioni analoghe.

“Siamo al fianco di ogni donna vittima di violenza”, ha affermato Damaris von Arx delle Donne del PS argoviese. “La solidarietà non è un gesto, ma un’attitudine”, ha dichiarato.

“Il caso va approfondito”, ha detto dal canto suo la consigliera cantonale Mia Jenni, copresidente del gruppo parlamentare socialista. “Occorre garantire maggiore protezione alle vittime, in particolare alle donne migranti che temono di perdere il permesso di soggiorno”, ha proseguito.

La vicenda ha suscitato polemiche anche per quanto riguarda la gestione da parte delle autorità. Dopo l’arresto di Frei, l’Ufficio cantonale della migrazione aveva disposto l’espulsione delle due vittime – madre e figlia – cittadine polacche e beneficiarie dell’assistenza sociale, e che durante i numerosi abusi condividevano le mura di casa con l’imputato.

Contro la decisione è pendente un ricorso. Il consigliere di Stato Dieter Egli (PS) ha nel frattempo riconosciuto che alle vittime non è stato garantito il sostegno che avrebbero dovuto ricevere.

L’ex granconsigliere è accusato, fra l’altro, di ripetuto tentato assassinio, violenza carnale, coazione sessuale, atti sessuali con fanciulli, lesione personale e violazione della sfera segreta o privata mediante apparecchi di presa d’immagini.

Secondo il Ministero pubblico cantonale il 57enne avrebbe somministrato di nascosto alle tre vittime la droga dello stupro (note anche come gocce KO), rendendole incapaci di opporre resistenza e filmare gli atti. Il Ministero pubblico chiede una condanna all’ergastolo. La procura ha chiesto la detenzione a vita. Per Frei vale la presunzione di innocenza.

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