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Come uno zurighese creò l'opera lirica più piccola del mondo

Emanuel Ammon/AURA

L'opera lirica più piccola del mondo è in mostra a Zurigo. L'esposizione ha recuperato dagli archivi il lavoro, quasi dimenticato, del decoratore e mini-impresario Bernhard Vogelsanger, scomparso nel 1995.

Questo contenuto è stato pubblicato il 15 giugno 2019 - 11:00
David Eugster

Per un impresario, vestiva in modo inusuale. Indossava jeans, vistose magliette da rockettaro, giacca di pelle degli  AC/DC e portava grossi anelli. Ma Bernhard Vogelsanger non era uno qualunque: gestiva da solo l'opera più piccola del mondo. Era direttore d'orchestra, musicista, scenografo, regista, sarto e attore: tutto in uno.

Emanuel Ammon/AURA

D'altronde non vi sarebbe stato posto per altro personale: il palcoscenico del suo "teatro dell'opera", nel quartiere Schwamendingen di Zurigo, aveva le dimensioni di una scatola di scarpe. Per la precisione, molti scenari furono davvero realizzati con scatole di scarpe. Nell'auditorium c'erano solo otto sedie: non c'era spazio per metterne un'altra nell'angusta stanza al secondo piano di un edificio residenziale.

Un circolo di iniziati era regolarmente invitato quando Vogelsanger vi metteva in scena celebri opere: con figure di cartone realizzate con grande cura e con la musica del grammofono. A volte cantava egli stesso durante le pause necessarie per girare il disco o per metterne uno nuovo.

Emanuel Ammon/AURA

Nato nel 1920, figlio di un artigiano, Vogelsanger da adolescente vide il "Simone Boccanegra" di Giuseppe Verdi. Da quel momento ebbe un'idea fissa: voleva diventare scenografo d'opera.

Ma il suo sogno fu infranto: venne rifiutato. Cosicché si rivolse al pubblico del consumo e divenne decoratore nel grande magazzino "Globus".

Emanuel Ammon/AURA

Ma in privato rimase fedele all'opera. Negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale cominciò, dapprima in segreto, a creare figure che muoveva con i fili e per le quali confezionava abiti su misura. Forgiò anche scenografie opulente in miniatura. Nei fine settimana invitava gli amici e si esibiva davanti a loro. L'ingresso era gratuito.

Emanuel Ammon/AURA

Alla metà degli anni '90 Vogelsanger morì e con lui scomparve l'opera di Zurigo-Schwamending. Ma ora una mostra al Musée Visionnaire di ZurigoLink esterno, specializzato in outsider art, espone alcuni dei suoi sessanta scenari, insieme ad altre opere di "tipi strani", molti dei quali originari della città di Zurigo.

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