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BE: anche il cardinale Koch vede una crisi dell’ecumenismo

(Keystone-ATS) Dopo il presidente della Federazione delle Chiese evangeliche della Svizzera (FCES) Gottfried Locher, anche il cardinale Kurt Koch oggi ha osservato che l’ecumenismo si trova in crisi, in occasione del 50esimo anniversario del Concilio Vaticano II. Differenti obiettivi e cammini ostacolano l’avanzamento.

L’ex vescovo della Diocesi di Basilea si è espresso oggi sul tema a Berna in un convegno del movimento dei Focolari. Anche secondo Koch i fautori dell’ecumenismo si trovano oggi in una situazione precaria. Già all’inizio della settimana Gottfried Locher, presidente del FCES, aveva parlato di una “crisi dell’ecumenismo”.

Definire un nuovo obiettivo

Il cardinale Koch ha ammesso davanti ai circa 250 partecipanti, che il vero obiettivo dei promotori dell’ecumenismo, – vale a dire l’unità nella fede, nei sacramenti e nelle funzioni religiose -, non è stato raggiunto. La speranza evocata durante il Concilio Vaticano II, che l’unità ecumenica dei cristiani fosse ritrovata rapidamente, non si è avverata.

Negli ultimi decenni, al contrario, lo scopo del movimento ecumenico sarebbe diventato sempre più confuso, ha ribadito Koch. Finora non si sarebbe ottenuta nessuna solida intesa. Non vige inoltre nessuna unità sull’obiettivo.

Vi è il pericolo “che si percorrano strade in direzioni diverse e alla fine si deve constatare, che ci si è allontanati ulteriormente l’uno dall’altro”. Sarebbe perciò importante accordarsi sull’obiettivo.

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