Bernard Arnault furioso, “nessuna divisione nella mia famiglia”
Il francese Bernard Arnault, patron del colosso del lusso LVMH e tra gli uomini più ricchi del pianeta, smentisce seccamente qualsiasi tensione nella sua famiglia e tra i suoi figli in vista di una futura possibile successione.
(Keystone-ATS) In una lettera fatta pubblicare su X dal servizio stampa di LVMH, il settantassettenne più ricco di Francia dice che chiunque “scommetta sull’incrinatura di una famiglia per vendere della carta (…) dovrà aspettare a lungo”.
In un articolo pubblicato venerdì, l’ultimo di una serie estiva di sei articoli dedicati all’impero Arnault, i giornalisti di Le Monde, Raphaëlle Bacqué e Vanessa Schneider, evocano, tra l’altro, presunte ”rivalità” tra i cinque figli del patriarca, oltre che presunti veleni tra la seconda moglie, Hélène Mercier, e il genero miliardario, Xavier Niel.
“In casa Arnault, apparentemente non si discute: si complotta. Non si decide: si rivaleggia…”, ironizza Arnault, smontando in chiave sarcastica le ricostruzioni della stampa. ”Nel mondo reale – prosegue il miliardario – i miei figli dirigono marchi, formano squadre, prendono decisioni e, sacrilegio, si telefonano la domenica”.
Ironia anche per smentire le voci secondo cui nel quartier generale di LVMH a Parigi sarebbe vietato indossare cravatte del concorrente Hermès. ”Aggiungo, su patto di segretezza, che ne posseggo diverse” anche io, ribatte scherzando Arnault che non ha nominato successori al momento ma i cinque figli – una femmina e quattro maschi – lavorano per il gruppo e quattro sono nel Cda. Due di loro, Antoine Arnault e Delphine Arnault, sono addirittura nel board esecutivo.
Quindi la stoccata finale contro il grande giornale parigino, reo a suo avviso di aver sfoderato ”l’artiglieria pesante” per pubblicare nient’altro che un ”rotocalco” contro di lui. ”State tranquilli – conclude il paperone francese – continuerò a praticare le parole crociate di Le Monde, quelle sì, che sono eccellenti”.