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Camere: bilaterali III, esercito e “Lex UBS” in agenda dibattiti

Keystone-SDA

Il pacchetto di accordi Svizzera-Ue, l'intesa col Mercosur, nonché il finanziamento dell'esercito e la cosiddetta "Lex UBS", figurano nel nutrito menù dei dibattiti parlamentari che riprenderanno, dopo la pausa estiva, lunedì prossimo 14 settembre (fino al 2 ottobre).

(Keystone-ATS) Per il dossier più atteso, ossia i bilaterali III, bisognerà aspettare la terza settimana della sessione autunnale quando il Consiglio degli Stati, quale prima camera, affronterà questo argomento. Per l’occasione sono previsti due giorni di discussioni, lunedì 28 settembre – dalle 14.15-Open end – e martedì.

Il pacchetto comprende una prima parte dedicata alla stabilizzazione e all’aggiornamento delle intese esistenti con Bruxelles nei settori del trasporto aereo e terrestre, del commercio di prodotti alimentari, del riconoscimento reciproco delle valutazioni di conformità e della libera circolazione delle persone. La seconda parte sviluppa le relazioni nei settori della sanità, della sicurezza alimentare e dell’energia elettrica. Quest’ultimo accordo non sarà esaminato in aula, poiché le discussioni in commissione non non sono ancora concluse.

I bilaterali III contemplano anche misure di accompagnamento a livello nazionale. Alcuni aspetti sono controversi, in particolare quelli riguardanti la clausola di salvaguardia – che si potrebbe attivare a determinate condizioni in caso di forte immigrazione – e la protezione dei salari.

Referendum facoltativo o obbligatorio?

Solo l’UDC si è detta contraria al pacchetto di accordi. Gli altri partiti sostengono in linea di principio la via bilaterale, ma a determinate condizioni. Anche la questione di una votazione a doppia maggioranza, ossia popolo e Cantoni, darà del filo da torcere in aula.

Il Consiglio federale si è pronunciato per il referendum facoltativo, mentre una commissione privilegia, mediante un modifica costituzionale, la doppia maggioranza. Un’altra minoranza vorrebbe sottoporre gli accordi al referendum obbligatorio sui generis (doppia maggioranza), seguendo l’esempio della votazione sullo Spazio economico europeo del 1992.

Difesa e aumento Iva

Per quanto attiene alla difesa, dopo gli Stati in giugno, anche il Consiglio nazionale dovrebbe approvare il credito di 3,4 miliardi di franchi per il 2026. La priorità è data al potenziamento della difesa terra-aria, alla protezione contro i mini-droni e al cyberspazio. Il dossier contempla anche uno stanziamento supplementare per gli F-35.

Parallelamente, il Consiglio degli Stati affronterà la questione del finanziamento dell’armata mediante un aumento dell’IVA. Di fronte alle forti critiche espresse in procedura di consultazione, il Consiglio federale propone ora un aumento di 0,5 punti percentuali rispetto agli 0,8 punti di una prima bozza. La commissione preparatoria si batterà per un incremento di “soli” 0,2 punti percentuali.

Va ricordato che la popolazione sarà già chiamata il 29 di novembre ad esprimersi su un ritocco verso l’alto dell’aliquota IVA ordinaria di 0,4 punti percentuali all’8,5% per finanziare la 13esima AVS che verrà versata per la prima volta il prossimo dicembre.

Libero scambio

Accanto agli oggetti testé evocati, anche l’accordo di libero scambio col Mercosur – ossia Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay – già respinto lo scorso giugno dal Nazionale per 96 voti a 86 e 9 astenuti, darà del filo da torcere ai parlamentari. Questa volta, però, questo dossier ha più possibilità di essere accolto dalla camera dei Cantoni.

La commissione preparatoria, su pressione degli ambienti legati all’agricoltura e degli ecologisti, propone al Consiglio federale di stanziare per il periodo 2028-2033 ulteriori 517 milioni di franchi per rafforzare la competitività delle aziende agricole. Parimenti auspica che l’esecutivo garantisca un monitoraggio degli effetti dell’intesa sui contadini e sugli altri settori economici, coinvolgendo periodicamente le commissioni parlamentari competenti e gli ambienti interessati e presentando un rapporto al Parlamento cinque anni dopo l’entrata in vigore dell’accordo.

Lex Ubs annacquata

A più di tre anni dal tracollo di Credit Suisse, arriva sui banchi dei “senatori” il progetto di legge – che riguarda essenzialmente UBS – volto a rafforzare la resilienza delle banche d’importanza sistemica a future crisi finanziarie.

Il progetto, che mira a prevenire un intervento dello Stato in caso di nuovi problemi, è stato annacquato dalla commissione preparatoria. A suo parere, le grandi banche dovrebbero finanziare per il 50% le proprie controllate estere con fondi propri di base di prima classe (CET-1) e l’altro 50% con strumenti AT1 (Additional Tier 1), ovvero obbligazioni che offrono un rendimento elevato e che possono essere convertite in capitale proprio oppure dichiarate prive di valore in caso di difficoltà della società, come avvenuto nella vicenda di Credit Suisse.

Il Consiglio federale propone invece una copertura delle filiali estere al 100% con fondi propri di base, un’eventualità che non è piaciuta ai vertici della grande banca che temono una perdita di competitività rispetto agli altri istituti. L’attuale regime prevede il 45% di CET1 e il 15% di AT1.

Canicola, cartella sanitaria e giochi olimpici

Il programma di questa sessione prevede inoltre un dibattito legato all’ondata di canicola che ha interessato anche la Svizzera. Il Consiglio federale, e in particolare il “ministro” dell’ambiente Albert Rösti, sono stati criticati per aver tagliato i fondi alla protezione dei boschi. L’esecutivo, dal canto suo, ha promesso ulteriori finanziamenti a tutela delle foreste e dell’agricoltura.

Ritorna in aula anche la cartella clinica elettronica che, visto i problemi con quella attuale, dovrà ripartire da zero col nuovo nome di cartella sanitaria elettronica. Quest’ultima, secondo la commissione preparatoria, dovrebbe essere gestita da un’unica comunità incaricata dai Cantoni allo scopo di garantirne una rapida introduzione e facilitarne la gestione.

Con questa decisione, la commissione ha tenuto conto delle critiche contro l’attuale cartella. che è strutturata in modo decentralizzato e nella quale si osserva ora un forte consolidamento delle diverse comunità di riferimento in competizione tra loro. La cartella sanitaria elettronica dovrebbe sostituire entro il 2030 l’attuale cartella informatizzata del paziente (CIP).

Per quanto attiene ai giochi olimpici invernali del 2038 in Svizzera, il Consiglio federale intende partecipare all’organizzazione con 200 milioni di franchi a patto che anche i cantoni e i comuni diano un contributo perlomeno equivalente. Le spese per la sicurezza saranno calcolate separatamente.

I Giochi dovrebbero costare in totale 2,2 miliardi di franchi. La Confederazione non si assumerà alcuna responsabilità in caso di deficit. La commissione preparatoria del Consiglio nazionale dovrà pronunciarsi alla fine della settimana.

Epidemie e terremoti

Il Consiglio degli Stati discuterà anche una revisione della legge sulle epidemie che dovrebbe consentire alla Svizzera di essere meglio preparata a future crisi sanitarie. Uno dei punti centrali riguarda gli aiuti finanziari concessi alle imprese quando il Governo adotta misure di lotta.

Il Consiglio nazionale dovrà invece decidere in merito alla costituzione di un’assicurazione contro i terremoti. Il Consiglio federale vorrebbe attribuire alla Confederazione la competenza di istituire un sistema di previdenza finanziaria, obbligando i proprietari di immobili a versare un importo massimo pari allo 0,7% del valore assicurato del loro bene al fine di indennizzare le persone colpite e consentire una rapida ricostruzione.

Allo stato attuale, se dovesse verificarsi un terremoto di forte magnitudo sarebbero disponibili circa 22 miliardi di franchi per coprire i danni. Lo scorso dicembre, il Consiglio degli stati aveva respinto il progetto per 23 voti a 19 e 2 astenuti.

Inclusione e cittadinanza

Il Consiglio nazionale dovrà esaminare anche l’iniziativa per l’inclusione che preconizza misure vincolanti per garantire la parità di diritto e di fatto delle persone con disabilità. Come il Consiglio federale, la camera dovrebbe respingere il testo a vantaggio di un controprogetto che dovrebbe consentire di agire in modo più rapido e concreto.

Dopo la camera del popolo, anche quella dei Cantoni dovrebbe respingere la proposta di semplificare la naturalizzazione in Svizzera. In commissione, un’iniziativa popolare in tal senso – che, a determinate condizioni, auspica che la naturalizzazione sia possibile dopo cinque anni di soggiorno legale in Svizzera, indipendentemente dal permesso di domicilio – è stata ampiamente respinta.

Tra gli altri temi di una certa rilevanza, il programma prevede dibattiti su norme più severe per sui PFAS, ossia gli inquinanti “terreni”, l’imprescrittibilità dell’omicidio e l’eventuale introduzione di una tassa per i pazienti che si recano al pronto soccorso.

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