Cantoni alpini: rinviare al 2030 soppressione valore locativo
La riforma dell'imposizione immobiliare, ossia la soppressione del valore locativo e la possibile introduzione di una nuova imposta sulle case secondarie, non va attuata prima del 2030. Lo chiede la Conferenza dei governi dei Cantoni alpini (CGCA).
(Keystone-ATS) In una lettera inviata alla consigliera federale Karin Keller-Sutter, datata 6 novembre 2025 e visionata da Keystone-ATS, della quale hanno riferito oggi numerosi media, si precisa che la richiesta di rinviare l’entrata in vigore della riforma al 1° gennaio 2030 è stata sostenuta all’unanimità da tutti i Cantoni membri della CGCA (Ticino, Grigioni, Uri, Obvaldo, Nidvaldo, Glarona, Appenzello Interno e Vallese).
In risposta alla lettera, il dipartimento di Keller-Sutter, quello delle finanze (DFF), ha indicato che prima di prendere una decisione verrà avviata una consultazione presso la Conferenza dei direttori cantonali delle finanze (CDF), ha detto il segretario generale della CGCA, Fadri Ramming, raggiunto da Keystone-ATS.
Per compensare almeno parzialmente le perdite fiscali previste con la riforma, i cantoni possono – non è previsto un obbligo – introdurre una nuova imposta immobiliare sulle abitazioni secondarie. L’introduzione di tale balzello è tuttavia giuridicamente e politicamente molto più complessa di quanto si sia voluto far credere durante la campagna referendaria, ha sostenuto Ramming. Il processo politico per introdurre tale tassa è complesso e lungo: l’iter passa attraverso il Gran consiglio cantonale, le votazioni cantonali e, in alcuni cantoni, anche le votazioni comunali.