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Centomila in piazza ad Atene, ‘la Macedonia è Grecia’

Oltre 100 mila persone si sono riunite oggi nel centro di Atene per protestare contro ogni ipotesi di accordo sul nome 'Macedonia' con l'ex repubblica jugoslava (Fyrom). KEYSTONE/EPA ANA-MPA/EPA/YANNI sda-ats

(Keystone-ATS) ‘Giù le mani dalla Macedonia’. Con questo slogan, oltre 100 mila persone si sono riunite oggi nel centro di Atene per protestare contro ogni ipotesi di accordo sul nome ‘Macedonia’ con l’ex repubblica jugoslava (Fyrom).

Centinaia di autobus hanno portato manifestanti da tutto il Paese nella capitale greca, mentre altri sono arrivati sui traghetti dalle isole. Il traffico è stato bloccato nel centro città e le tre principali fermate della metropolitana sono state chiuse. Al grido di ‘La Macedonia appartiene alla Grecia’, i manifestanti si sono radunati in piazza Syntagma, molti sventolando bandiere con la Stella di Verghina, l’emblema dell’antico regno greco di Macedonia.

Secondo le stime della polizia, i partecipanti sono stati 140 mila, mentre per gli organizzatori, che hanno anche usato una gru per sollevare un’enorme bandiera greca sulla piazza, alla marcia hanno preso parte 1,5 milioni di persone. Tra i manifestanti anche il grande compositore Mikis Theodorakis, 93 anni, icona della sinistra greca, la cui casa è stata ieri bersagliata da atti vandalici proprio per la sua decisione di intervenire alla marcia. “Macedonia è stata e sarà sempre della Grecia”, ha detto il compositore rivolgendosi all’enorme folla e sottolineando che ogni ipotesi per risolvere la disputa dovrebbe essere sottoposta a un referendum. “Se il governo pensa di trovare un accordo per conto del Paese, non c’è dubbio che debba prima chiedere al popolo greco”, ha aggiunto Theodorakis.

Circa 700 manifestanti di sinistra e anarchici hanno organizzato una contro-manifestazione nelle vicinanze con striscioni che chiedevano l’unità balcanica. Sono state dispiegate dozzine di poliziotti antisommossa per tenere separate le due dimostrazioni.

La Grecia considera il nome Macedonia parte esclusiva del proprio patrimonio storico nazionale, ma il governo guidato da Alexis Tsipras sta cercando una dicitura di compromesso con Skopje, che risolva la questione aperta da 27 anni, quando la piccola repubblica nacque a seguito della dissoluzione della Jugoslavia.

Quella di oggi è stata la seconda protesta del genere in due settimane: il 21 gennaio scorso circa 90’000 persone sono scese in piazza a Salonicco, nella regione nel nord della Grecia chiamata Macedonia, per protestare contro un possibile accordo con lo Stato balcanico che, secondo molti greci, potrebbe avanzare in futuro pretese territoriali.

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