Ceo grandi imprese, 6 milioni a testa nell’anno della pandemia
(Keystone-ATS) I presidenti della direzione dei 25 più grandi gruppi quotati in borsa di cui sono stati pubblicati i dati hanno guadagnato nel 2020 in media 6,2 milioni di franchi a testa, il 2% in meno dell’anno prima.
Stando a una graduatoria stilata dall’agenzia Awp sulla base dei rapporti d’esercizio ai vertici si conferma il quartetto formato da Severin Schwan (Roche, 14,6 milioni, -3%), Sergio Ermotti (UBS, 13,3 milioni, +7%), Vasant Narasimhan (Novartis, 12,7 milioni, +20%) e Mark Schneider (Nestlé, 10,7 milioni, +3%). Insieme i quattro manager a doppia cifra milionaria hanno guadagnato quanto un esercito di comuni mortali: precisamente tanto quanto 654 normali salariati svizzeri o quasi 800 ticinesi.
La pioggia di milioni ha interessato anche gli altri 21 Ceo: solo tre hanno incassato meno di 3 milioni e solo uno meno di 2 milioni: si tratta del presidente della direzione di Swisscom Urs Schaeppi (1,8 milioni), il cui stipendio è regolarmente al centro di un acceso dibattito, perché la società è controllata per la maggioranza dalla Confederazione (al 51%) e gode di una situazione di mercato in Svizzera che non tutti definirebbero di acerrima concorrenza. Nell’anno della pandemia Schaeppi ha visto lievitare i compensi (+5%) e guadagna ormai quattro volte quanto un consigliere federale.