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CF: agricoltura, nuovi aiuti per affrontare sfide di mercato

Keystone-SDA

In risposta alle preoccupazioni dei contadini dopo la firma dell'accordo con gli Stati latinoamericani del Mercosur (intesa che dovrà essere approvata dal parlamento), il Consiglio federale intende sostenere il settore per alcuni anni con misure di accompagnamento.

(Keystone-ATS) In particolare, si prevede di aumentare i crediti di investimento a partire probabilmente dal 2028, dopo che il Dipartimento federale dell’economia avrà elaborato una modifica d’ordinanza in tal senso entro la fine di ottobre dell’anno prossimo.

La Svizzera persegue da anni una politica commerciale attiva, precisa una nota governativa odierna, in cui si aggiunge che, nel corso delle trattative, rientrano spesso concessioni in ambito agricolo.

L’agricoltura svizzera deve adeguare la sua produzione all’evoluzione delle condizioni di mercato per restare competitiva sul lungo periodo, precisa l’esecutivo (che però non nomina mai l’accordo col Mercosur, un’intesa che fa arricciare il naso non solo ai contadini svizzeri ma anche a quelli europei, visto che l’Ue ha siglato un accordo di libero scambio con questi Paesi entrato in vigore provvisoriamente a inizio maggio).

Da qui la decisione di sostenere in modo mirato il settore primario. Il focus, si legge nel comunicato, è stato posto su un’offerta supplementare di durata limitata di crediti di investimento per le aziende agricole e le infrastrutture. Tra il 2028 e il 2031 l’attivo circolante per mutui senza interessi sarà incrementato complessivamente di 150 milioni di franchi. Inoltre, per le iniziative legate all’esportazione sarà messo a disposizione un milione di franchi all’anno per otto anni.

Queste maggiori uscite, stando al governo, sono compensate da corrispondenti maggiori ricavi derivanti dalla vendita all’asta dei contingenti d’importazione.

Rabbia fra gli agricoltori

Nelle ultime settimane, le cerchie legate all’agricoltura hanno criticato aspramente l’accordo con i Paesi sudamericani, pretendendo, come misura di accompagnamento, un credito d’impegno di diversi milioni di franchi per attenuare gli effetti negativi.

Siamo molto sorpresi e delusi da quanto deciso oggi dal governo, ha commentato Markus Ritter (Centro/ZH), presidente dell’Unione svizzera dei contadini (USC). Ciò che prevede il Consiglio federale è ben lontano da ciò di cui il settore ha bisogno, ha aggiunto il consigliere nazionale a Keystone-ATS. L’USC non esiterà a lanciare un referendum a seconda dell’esito dei dibattiti in Parlamento. I contadini potrebbero entrare nel merito dell’accordo solo se la proposta del parlamentare Martin Haab (UDC/ZH) venisse approvata. Egli propone di sbloccare un credito d’impegno di 880 milioni di franchi a titolo di misure di accompagnamento. Il fondo coprirebbe gli anni dal 2028 al 2035.

Anche i Verdi hanno già annunciato un referendum contro il progetto, in particolare per motivi ambientali. In un comunicato hanno definito le sovvenzioni supplementari previste dal Consiglio federale per l’agricoltura un “commercio delle indulgenze dannoso”.

L’accordo con il Mercosur sarà discusso nella sessione estiva di giugno in Consiglio nazionale. La maggioranza della commissione competente vede l’accordo come un’opportunità per diversificare le relazioni commerciali della Svizzera nell’attuale difficile situazione geopolitica mondiale.

Mercosur

Il Consiglio federale ha adottato il messaggio sull’Accordo di libero scambio tra gli Stati dell’AELS – Svizzera, Islanda, Liechtenstein e Norvegia – e il Mercosur il 25 di febbraio scorso. Stando al governo, l’intesa offre alle imprese svizzere un accesso privilegiato a un mercato di 270 milioni di persone, rafforzando la competitività dell’economia elvetica. Nel 2024 le esportazioni di merci elvetiche verso i suoi Stati hanno superato i 4 miliardi di franchi.

L’intesa regola il mercato con Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, mentre la Bolivia, il più recente membro dell’organizzazione economica sudamericana, è esclusa dato che non vi faceva parte al momento dell’inizio delle trattative nel 2017.

Grazie all’accordo, dopo un periodo di transizione circa il 96% delle esportazioni svizzere sarà esente da dazi, generando un risparmio di oltre 155 milioni di franchi all’anno. In cambio, Berna concede un totale di 25 contingenti bilaterali di importazione per prodotti agricoli sensibili, tra cui la carne. La maggior parte di questi contingenti è limitata (inferiore al 2% del consumo totale o corrispondente all’attuale volume di importazioni, sostiene l’esecutivo).

La Svizzera potrà gestire autonomamente i contingenti e l’impatto delle concessioni sull’agricoltura nazionale resterà contenuto, assicura l’esecutivo.

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