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CF: risanare AVS con aumento IVA e donne in pensione a 65 anni

Nuove ricette per risanare l'AVS presentate dal consigliere federale Alain Berset. KEYSTONE/URS FLUEELER sda-ats

(Keystone-ATS) Aumentare l’IVA fino a 2 punti percentuali, innalzare l’età pensionabile delle donne – compensazioni sono previste – e introdurre la rendita flessibile tra 62 e 70 anni. Queste sono le ricette del Consiglio federale per riformare l’AVS presentate oggi.

Il “no” uscito dalle urne lo scorso 24 settembre non ha fatto altro che accentuare la necessità di riformare l’AVS. La sua situazione finanziaria si sta infatti progressivamente deteriorando, ha spiegato il consigliere federale Alain Berset in una conferenza stampa tenutasi oggi a Berna.

Illustrando le grandi linee della nuova proposta, Berset ha affermato, come già anticipato in dicembre, che Primo e Secondo pilastro saranno rivisti separatamente. La priorità va data al risanamento dell’AVS.

Gli obiettivi principali, ha spiegato il titolare del Dipartimento federale dell’interno (DFI), restano analoghi a quelli della riforma scartata dal popolo: assicurare il mantenimento delle rendite e garantire il finanziamento per il prossimo decennio della previdenza per la vecchiaia.

La misura principale per assicurare il finanziamento dell’AVS sarà un incremento unico dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) fino a un massimo di 1,7 punti percentuali. L’innalzamento non sarà dunque scaglionato nel tempo. Il governo ha studiato questa possibilità, ha spiegato Berset, ma in tal caso per giungere allo stesso risultato sarebbe stato necessario aumentare l’IVA fino a +1,9 punti.

L’incremento annunciato oggi è superiore all’aumento di 1,5 punti contenuto nel messaggio governativo del 2014 sulla “Previdenza 2020” ed è di gran lunga più elevato di quello posto in votazione il 24 settembre che prevedeva un +0,6%.

Per Berset ciò è dovuto alla pressione democratica: “non abbiamo mai nascosto che sarebbe stata più costosa la soluzione che sarebbe stata trovata dopo la bocciatura della Previdenza 2020”. Quest’ultima riforma prevedeva poi un aumento dei prelievi salariali destinati a finanziare l’aumento di 70 franchi delle rendite AVS che avrebbero generato un surplus di entrare almeno nel primo decennio.

Un’altra misura già presente nella riforma precedente e già preannunciata in dicembre è il pensionamento a 65 anni per tutti. L’età di riferimento per le donne dovrà aumentare di tre mesi all’anno a partire dall’anno successivo all’entrata in vigore della riforma.

Alla stampa, Berset non ha nascosto che uno dei motivi che hanno portato alla bocciatura della Previdenza 2020 è stato proprio l’aumento dell’età pensionabile per le donne. Per questo motivo nel nuovo progetto sono previste misure compensatorie, che potrebbero riguardare le donne con bassi redditi e lungi periodo contributivi.

L’ammontare di queste misure non è ancora stato fissato, il governo propone tre variati: una da 400 milioni, una da 800 milioni e una da 1,1 miliardi. Anche il loro finanziamento non è stato ancora stabilito. Pure qui l’esecutivo propone tre scenari: potrebbero essere impiegati proventi dall’IVA, da contributi salariali o una soluzione mista.

Qualora dovesse essere scelta la variante più costosa e si opterebbe per un finanziamento unicamente tramite l’IVA, sarebbe necessario aumentare le aliquote di ulteriori 0,3 punti, ha spiegato Berset. In totale (considerando il +1,7 per il risanamento dell’AVS) l’imposta sul valore aggiunto potrebbe così salire di 2 punti percentuali al massimo in totale.

La riforma prevede anche la flessibilizzazione dell’età pensionabile tra i 62 e i 70 anni. Verrà così incentivata la prosecuzione dell’attività lucrativa dopo il raggiungimento dell’età di riferimento.

Chi lavora dopo i 65 anni potrebbe così vedersi aumentare la futura rendita o colmare eventuali lacune nel versamento dei contributi. Lo scopo di queste misure è far salire l’età reale del pensionamento che oggi è ben più bassa di quella di riferimento.

Al termine della presentazione, Berset ha anche evocato due modelli di riforma scartati dal governo. Bocciato quindi il progetto di puro finanziamento che non avrebbe incluso alcun adeguamento nell’AVS, come pure l’eventualità di introdurre misure di compensazione per le donne con un fattore di rivalutazione per il calcolo della rendita.

Berset ha poi evocato anche l’altro grosso cantiere in corso concernente le pensioni, ovvero la riforma del Secondo Pilastro. “Discussioni sono in corso tra le parti sociali per trovare una soluzione”, ha affermato il responsabile del DFI.

Il governo ha ora incaricato il Dipartimento dell’interno di preparare un progetto preliminare di riforma dell’AVS entro l’estate. Il messaggio a destinazione del Parlamento dovrebbe essere licenziato entro fine anno. Le prime misure potrebbero entrare in vigore nel 2021.

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