Ciclo di Doha: Unione svizzera contadini chiede altra via
(Keystone-ATS) BERNA – L’Unione svizzera dei contadini (USC) chiede ai ministri riuniti da lunedì a Ginevra per la conferenza dell’Organizzazione mondiale del commercio (WTO) di percorrere un’altra via rispetto a quella intrapresa con il Ciclo di Doha.
Questo era stato inizialmente considerato una soluzione in favore dello sviluppo, hanno ricordato oggi rappresentanti dell’organizzazione contadina in una conferenza stampa a Berna. Da allora il mondo ha conosciuto una crisi alimentare e finanziaria e la lotta alla fame è un problema più che mai attuale. Il rapporto sull’agricoltura mondiale mostra di non poterli risolvere andando avanti con la liberalizzazione dei mercati agricoli, continua l’USC.
Secondo i contadini svizzeri ci vuole invece un’agricoltura ecologicamente, economicamente e socialmente durevole, praticata da famiglie la cui vocazione è quella di rifornire le popolazioni locali. In queste condizioni, secondo l’USC, un accordo finale nell’ambito del Ciclo di Doha ridurrebbe di almeno la metà i salari già molto bassi nel settore agricolo svizzero, causando lo spopolamento delle regioni di montagna e periferiche.
Per l’USC bisogna mettere in pratica l’accordo di Hong Kong sulla soppressione delle sovvenzioni all’esportazione, che contribuiscono in larga misura ad alterare i prezzi dei prodotti agricoli mondiali, a scapito delle famiglie contadine dei paesi più poveri.
Alliance Sud va oltre e chiede addirittura di abbandonare il Ciclo di Doha. In una nota diffusa oggi la comunità di lavoro che riunisce le opere assistenziali Swissaid, Sacrificio quaresimale, Pane per tutti, Helvetas, Caritas e Aiuto delle chiese evangeliche della Svizzera (ACES) invita la ministra dell’economia Doris Leuthard, la quale assicura la presidenza di questa settima conferenza ministeriale, ad adoperarsi a favore della sospensione delle trattative ormai in stallo da anni.