Cinema: successo dei film violenti fa leva su sete di giustizia
(Keystone-ATS) Voglia di verità, empatia verso chi soffre e anche la sete di giustizia, sentimento innato nell’animo umano, possono decidere le sorti di un film al botteghino e trasformare una pellicola violenta in un successo mondiale.
A spiegare l’effetto-calamita che attira gli amanti del grande schermo verso i film con scene di sangue e violenza è uno studio condotto da ricercatori dell’università di Augusta in Germania, e dell’università del Wisconsin-Madison, negli USA.
Secondo i ricercatori, gli spettatori sono più attirati da un film violento se, nelle scene proiettate, percepiscono un riscontro con gli aspetti drammatici della vita reale. L’attrazione fatale per le storie di sangue non sarebbe tanto il frutto di un sentimento “morboso”, di un piacere per la violenza fine a se stesso. Piuttosto succede che alcuni tipi di rappresentazione violenta promettono di soddisfare la naturale propensione alla ricerca della verità, offrendo spunti di riflessione significativi su particolari aspetti della vita quotidiana.
I volontari, arruolati in modo da simulare un campione di spettatori eterogeneo per età ma anche per grado di istruzione, sono stati sottoposti alla visione di film più o meno “pulp” e con significati più o meno profondi. Alla fine dovevano riportare le loro impressioni, indicando se la pellicola era piaciuta e quanto fosse sembrata violenta, significativa, piena di suspence, emozionante o in grado di far riflettere.
È così emerso che, al di là del puro piacere intellettuale per il thriller o l’attesa, e al di là del gusto per l’azione anche se violenta, i film con scene “forti” funzionano perché sanno far leva sulla sete di verità e di giustizia.