Costruzione: solida crescita nel 2025, dovrebbe proseguire
Il settore delle costruzioni ha chiuso il 2025 con una crescita del 2,1%: secondo l'indice del ramo pubblicato dalla Società svizzera degli impresari costruttori (SSIC) il fatturato ha raggiunto 23,9 miliardi di franchi.
(Keystone-ATS) Anche per il 2026 le previsioni sono di una crescita stabile, attestata all’1,9%, per un giro d’affari di circa 24,4 miliardi.
L’espansione dell’anno scorso è stata ottenuta in un contesto impegnativo, si legge in un comunicato odierno della SSIC. A trainare la ripresa è stato soprattutto il forte quarto trimestre: tra ottobre e dicembre l’attività è aumentata del 6,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Il comparto residenziale si conferma il pilastro portante dell’intero ramo. “L’elevata e persistente domanda di alloggi rimane un fondamento centrale dell’attività edile in Svizzera”, sottolinea l’associazione. Nel solo quarto trimestre, la costruzione di abitazioni è cresciuta del 4,8%, mentre su base annua gli ordinativi nel residenziale hanno fatto segnare +11%.
Nonostante questi dati positivi, la fotografia scattata dall’indice rivela anche le criticità strutturali del mercato immobiliare elvetico. Per stabilizzare i prezzi degli affitti e delle case di proprietà secondo la SSIC servirebbero 50’000 nuove abitazioni all’anno. “Ma questo traguardo è stato raggiunto l’ultima volta nel 2018 e nulla al momento indica che a breve si tornerà a costruire sufficienti nuovi alloggi”.
L’attuale vivacità del settore poggia inoltre su basi ancora fragili: i bassi tassi d’interesse e i costi di costruzione finalmente stabilizzati. Due anni or sono è stato lanciato a livello federale il piano d’azione contro la penuria di alloggi, ma solo cinque delle 35 misure previste sono state finora attuate. La SSIC lancia quindi un appello: “Tutti i soggetti coinvolti, dalle amministrazioni pubbliche ai committenti, fino alle imprese di costruzione, devono diventare più attivi”.
L’organizzazione di categoria ha individuato quattro campi d’azione prioritari. Primo: limitare le opposizioni, limitando i motivi ritenuti pretestuosi, riducendo il numero di persone aventi diritto di ricorso e prevedendo una partecipazione ai costi in caso di opposizioni abusive. Secondo: accelerare le domande di costruzione, che dovrebbero essere evase entro 100 giorni, digitalizzando i processi e ampliando le procedure di notifica rispetto a quelle di autorizzazione. Il terzo punto è la deregolamentazione: “oltre 140’000 norme edilizie a livello nazionale devono essere unificate e ridotte”, con l’obiettivo di snellire le leggi cantonali sulla pianificazione e creare zone in cui sospendere temporaneamente alcune normative nei comuni con carenza di alloggi. Il quarto e ultimo aspetto riguarda una migliore pianificazione del territorio, con l’aggiornamento quinquennale dei piani delle zone edificabili in base alle nuove previsioni demografiche.
Da parte sua il genio civile continua a rappresentare una base affidabile per l’attività di costruzione. I ritmi di crescita sono però frenati da vari fattori: restrizioni di bilancio, aumento dei costi, elevato utilizzo delle imprese di costruzione e carenza di manodopera specializzata. In vista della prossima tappa di finanziamento delle infrastrutture la SSIC esprime il proprio sostegno al progetto “Trasporti ’45” presentato dal Consiglio federale. “La pianificazione coordinata dei progetti stradali e ferroviari offre un valore aggiunto rispetto alla precedente prassi politica di contrapporre i due vettori di trasporto”, commenta l’associazione.
La SSIC si dice favorevole a una spesa ferroviaria di 24 miliardi di franchi. Al contrario, ritiene che gli 11 miliardi previsti per le strade nazionali siano piuttosto al limite inferiore. “La strada viene così trattata peggio della ferrovia, nonostante sia finanziata dagli utenti e fornisca una maggiore prestazione di trasporto”, lamenta l’organizzazione. Per evitare che i prossimi progetti di strade nazionali naufraghino alle urne la SSIC chiede che il parlamento sottoponga al voto popolare questo potenziamento insieme al programma traffico d’agglomerato.