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Crans-Montana: Le Constellation controllato ultima volta nel 2019

il Municipio di Crans-Montana.
Il Municipio di Crans-Montana. Keystone-SDA

Il bar Le Constellation di Crans-Montana è stato controllato per l'ultima volta nel 2019. Lo hanno dichiarato in una conferenza stampa odierna le autorità della località vallesana, precisando che altre due ispezioni erano state svolte nel 2016 e nel 2018.

(Keystone-ATS) Nel corso del 2025 sono stati complessivamente effettuati 1’400 controlli anti-incendio sul territorio comunale dai cinque impiegati attuali, ha detto davanti ai media il sindaco Nicolas Féraud. La legge prevede che i controlli periodici debbano avere cadenza annuale, ma senza tenere conto della qualità dei materiali. È quindi stato deciso di incaricare un ufficio esterno di esaminare il più rapidamente possibile tutti gli edifici pubblici del comune, concentrandosi anche sui materiali.

È compito della giustizia stabilire l’effetto avuto dall’assenza di verifiche nella catena di cause che hanno portato al disastro e il comune si assumerà tutte le responsabilità che verranno accertate nel corso delle indagini, continuando a fare tutto quanto in suo potere per evitare il ripetersi di una tragedia simile, viene precisato in un comunicato diffuso a margine della conferenza, nel quale viene anche annunciato il divieto immediato dell’utilizzo di oggetti pirotecnici in luoghi chiusi su tutto il territorio comunale.

Oggi il Municipio ha pure presentato alla stampa gli elementi fattuali inoltrati sabato al Ministero pubblico, estratti da una ricerca negli archivi comunali degli ultimi sessant’anni. Questi comprendono le procedure amministrative relative all’apertura del bar nel 1967 e la sua trasformazione nel 2015, entrambe precedenti alla creazione del comune di Crans-Montana, avvenuta nel 2017.

Nello specifico i lavori del 2015 comprendevano l’allestimento di una veranda coperta, per il quale è stata regolarmente concessa la licenza edilizia, e dei lavori interni per i quali non erano necessarie autorizzazioni.

Secondo i responsabili comunali era presente un’uscita di sicurezza, ma non è chiaro se al momento del dramma fosse aperta o chiusa. Era pure disponibile un estintore, ritenuto sufficiente per un locale di quelle dimensioni, mentre non era obbligatoria l’installazione di un sistema d’allarme.

Svolto un test acustico

I rapporti riportano un limite di capacità di cento persone nei locali al pianterreno e altrettante nel seminterrato. Lo scorso mese di settembre un ente esterno specializzato aveva condotto uno studio acustico e aveva confermato il rispetto delle norme antirumore, senza rilevare problemi.

Il sindaco ha accusato i gerenti di aver “agito con estrema negligenza, assumendosi dei rischi sconsiderati, esponendo al pericolo clienti e personale”. Infatti già da anni venivano utilizzati oggetti pirotecnici all’interno del bar, senza però che il servizio di sicurezza del comune “fosse mai stato allertato della situazione”.

Féraud ha escluso le dimissioni sue e dei suoi colleghi di Municipio: “Siamo stati eletti dalla popolazione e non abbandoneremo la nave nel mezzo della tempesta”, ha osservato, aggiungendo di “essere profondamente rammaricato per l’assenza di controlli nel periodo 2020-2025”. “Se emergeranno delle responsabilità penali il comune le affronterà”. Le autorità hanno altresì scelto di presentarsi come parte civile.

Il sindaco ha inoltre negato qualsiasi legame personale tra le autorità comunali e i proprietari del ritrovo. Malgrado la domanda diretta di un giornalista italiano, Féraud si è rifiutato di porgere le scuse alle vittime a nome del comune.

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