César Domela in mostra a Lugano
César Domela è stato uno dei protagonisti dell’astrattismo europeo. In occasione del centenario della nascita, il Museo cantonale d’arte di Lugano presenta un’esposizione che ripercorre il suo vasto universo creativo, aperta fino al 26 novembre.
Gli inizi dell’attività artistica di Domela, figlio di un pastore luterano olandese, risalgono al 1920, quando entra in contatta ad Ascona con gli ambienti libertari del Monte Verità. Nel 1924 Domela si trasferisce a Parigi, dove conosce tra gli altri Piet Mondrian e Theo van Doesburg. Un anno dopo espone al Museum of Modern Art di New York con Kandisky, Mondrian e altri e partecipa alla mostra «L’art d’aujuord’hui» con Gris, Klee, Larionov, Brancusi e Mondrian. Dopo un breve soggiorno in Germania con la moglie Ruth Derenberg, dal 1933 abita nuovamente a Parigi e negli anni successivi espone più volte in Europa e negli Stati Uniti con alcuni fra i più importanti esponenti dell’arte contemporanea, tra cui Klee, Duchamp, Léger, Archipenko, Braque. Muore a Parigi nel 1992.
La peculiarità dell’opera di Domela si manifesta soprattutto nei reliefs: quadri/oggetti dove il confine tra pittura e scultura si fa impercettibile. Per la realizzazione dei reliefs, l’artista ha utilizzato i materiali più vari – ferro, rame, ottone, legni pregiati, vetro, materiali sintetici, pelle di squalo e di coccodrillo e altro ancora – esaltando le qualità espressive di colore e di struttura. È interessante rilevare come Domela abbia sempre realizzato con le proprie mani i rilievi, rinunciando a delegare ad altri il lavoro artigianale, dimostrando così di attribuire un valore primario al processo di messa a punto di ogni minimo dettaglio per giungere a un equilibrio compositivo tale che nessun elemento risulti superfluo.
Nell’esposizione, curata dal Direttore del Museo cantonale d’arte Marco Franciolli, con Alberto Ronchetti e Gianni Martini e documentata nel catalogo edito da Skira, si possono ammirare una sessantina di reliefs, dalle opere giovanili, dove è ancora presente un linguaggio neo-plastico, fino alle ultime realizzate negli anni Ottanta che rivelano il perdurare della straordinaria vitalità creativa dell’artista. A queste opere vengono affiancati dipinti, disegni, gouaches, collages, sculture, fotografie, fotomontaggi e documenti che permettono al pubblico di cogliere il passaggio dalle forme mutuate dalla natura agli elementi formali tipici di questo artista, linee curve, sinuose, elicoidali.
L’astrazione di Domela si caratterizza, infatti, per la costante ricerca di un equilibrio dinamico degli elementi costitutivi dell’opera nell’ambito di un gioco sottile di rimandi fra linguaggio geometrico e biomorfismo. A otto anni dalla scomparsa dell’artista, e a tredici anni dalla grande retrospettiva organizzata dal Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris e dal Museo di Grenoble, la mostra al Museo Cantonale d’Arte vuole essere l’occasione per un aggiornamento della ricerca relativa alla vita e all’opera di César Domela e offrire nel contempo al pubblico la possibilità di avvicinare l’affascinante universo di un maestro dell’arte del XX secolo.
swissinfo e agenzie
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