Cinema giovane da tutto il mondo a Bellinzona
Fino a sabato 25 novembre, Bellinzona è un punto d'attrazione per tutta la produzione cinematografica destinata a un pubblico giovane. Una ventina di film sono in concorso alla rassegna internazionale "Castellinaria".
Spenti i riflettori a Locarno, il cinema torna di casa in Ticino, anche se con una prospettiva leggermente diversa. Il festival “Castellinaria”, giunto alla sua tredicesima edizione, si propone infatti di gettare uno sguardo attento e critico soprattutto ai problemi e alle caratteristiche del mondo giovanile. Il che non significa una cinematografia superficiale e a lieto fine garantito: al contrario, i film della manifestazione bellinzonese esplorano a fondo le contraddizioni di bambini, ragazzi e adolescenti, cercando nel contempo di proporre strumenti per superarle.
Tutto ciò sullo sfondo di un mondo multietnico e multiculturale, come testimonia la provenienza stessa dei film: ne arrivano da Cuba, Inghilterra, Francia, Italia, Iran e via dicendo. Si rivolgono in generale a un pubblico giovane (molte le proiezioni durante il giorno, anche per le scuole) senza comunque trascurare gli interessi degli “adulti”, cui è destinata una serie di appuntamenti serali.
Nove i lungometraggi in concorso, di cui ben sette provenienti dall’Europa. Tra questi, per la prima volta due film di produzione svizzera (“Lo zio venuto dal mare” e “Mondialito”), a dimostrare lo spirito d’iniziativa della cinematografia nazionale. In gara anche due film tratti da fiabe e due dedicati al calcio, mentre sul fronte dei cortometraggi a contendersi la palma sono una decina di opere. La premiazione è prevista per la serata conclusiva, sabato 25 novembre.
Fuori concorso, un’ampia scelta di film articolati in diverse sezioni: c’è ad esempio la retrospettiva “Cuba anni ’90” dedicata alla cinematografia dell’isola negli ultimi dieci anni, a testimonianza di un clima di isolamento e recessione ma anche di grande creatività (“Guantanamera”, “Fragola e cioccolato”). Oppure la sezione speciale “Sangue di mafia”, riservata ad apprendisti e allievi delle superiori e imperniata sul drammatico fenomeno mafioso (in cartellone il classico “Le mani sulla città” di Francesco Rosi e cinque film recenti come “I cento passi” di Marco Tullio Giordana). Da segnalare anche un’opera dello svizzero Beat Borter, il mediometraggio “La vita è filmare”, realizzato sul set dell’ultimo film di Fernando Pérez.
Ma “Castellinaria” non è solo cinematografia: nell’intento di allargare l’offerta culturale, alla rassegna originaria si sono aggiunte iniziative collaterali quali dibattiti e attività di laboratorio per ragazzi (dopo il “casting”, quest’anno il trucco). L’unico nodo ancora da sciogliere è quello della sede: mancandone una stabile, il festival deve ogni anno reinstallarsi negli spazi messi a disposizione dalla città presso l’Espocentro. Una serie di manifestazioni minori sono inoltre decentrate nei cinema della regione.
Alessandra Zumthor
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