Espulso l’esule iracheno Fahad Khammas
Il richiedente l'asilo iracheno, diventato famoso in Svizzera perché figura fra i protagonisti di un documentario sulla vita in un centro di accoglienza vodese, è stato espulso verso la Svezia con un volo speciale. Lo ha indicato giovedì il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP).
Prima di mettere piede sul territorio elvetico, Fahad Khammas aveva già presentato domanda di asilo alla Svezia: in base all’accordo di Dublino il paese scandinavo deve quindi assumersi la competenza per esaminare questo caso, ha indicato il DFGP. L’Ufficio federale della migrazione (UFM) ha pertanto emanato una decisione di non entrata nel merito alla richiesta di asilo e ha disposto l’espulsione, un provvedimento confermato anche dal Tribunale amministrativo federale.
Lo scorso 2 marzo Khammas aveva rifiutato di lasciare la Svizzera a bordo di un volo di linea, opponendo resistenza. Per questo è stato ora organizzato un volo speciale verso Stoccolma. Le organizzazioni di protezione dei rifugiati hanno sempre criticato questa procedura. Secondo la sezione elvetica di Amnesty International, Khammas rischia di essere allontanato dalla Svezia verso l’Iraq, dove si teme per la sua vita: in passato ha infatti lavorato come traduttore per le forze armate americane e ora è minacciato dalle milizie islamiste.
L’odissea di Khammas è assurta a caso mediatico, in quanto l’interessato figura tra i principali personaggi seguiti dal documentario “La forteresse” (La fortezza) del regista vodese Fernand Melgar, che si è occupato del centro di accoglienza di Vallorbe, nel canton Vaud. La pellicola ha vinto anche un premio al festival di Locarno e ha ottenuto pure riconoscimenti all’estero.
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