Insegnamento precoce dell’inglese: i direttori cantonali dell’istruzione temporeggiano
I direttori cantonali dell'istruzione pubblica, riuniti a Montreux, hanno preferito rinviare la decisione definitiva sulla prima lingua straniera da insegnare a scuola. Vogliono dapprima una consultazione nazionale.
Come ci si aspettava, i rappresentanti dei governi cantonali si sono mostrati divisi su questo tema politicamente molto delicato. Durante una votazione consultativa, 13 di loro hanno optato per la seconda lingua nazionale quale lingua straniera da imparare per prima, mentre 12 direttori hanno preferito lasciare la libertà di scelta. Un cantone si è astenuto.
Secondo la ginevrina Martine Brunschwig Graf, questo voto “non divide la Svizzera in due regioni linguistiche, ma prova che esiste un dibattito.”
Un risultato così non poteva però costituire una raccomandazione solida, è stato detto al termine della conferenza. Per questo si è preferito indire una procedura di consultazione alla quale parteciperanno la Confederazione e le organizzazioni d’insegnanti.
Inoltre, la Conferenza dei direttori raccomanda che lo stesso livello sia raggiunto alla fine della scuola dell’obbligo in inglese e nella seconda lingua nazionale. In attesa di una decisione definitiva, essa raccomanda inoltre ai cantoni di avviare soltanto nuove esperienze limitate nel tempo in questo settore. Le raccomandazioni della conferenza non hanno comunque un carattere vincolante.
Ricordiamo che il cantone di Zurigo ha già deciso che a partire dal 2003 i bambini di terza elementare impareranno l’inglese, mentre l’insegnamento del francese slitterà in quinta. Questa decisione, presa senza consultare gli altri cantoni, ha provocato un’alzata di scudi soprattutto nella Svizzera romanda. Anche il piccolo cantone Appenzello interno ha deciso di introdurre l’inglese quale prima lingua straniera.
Dal canto suo, la commissione della scienza e dell’educazione del Consiglio nazionale ha approvato un’iniziativa parlamentare che propone di introdurre nella Costituzione l’obbligo per i Cantoni di insegnare, subito dopo la lingua madre, uno degli idiomi ufficiali della Confederazione.
A Montreux, la conferenza dei direttori ha anche raccomandato l’insegnamento facoltativo delle lingue della migrazione. Oggi, nelle scuole svizzere, un allievo su cinque parla infatti in casa una lingua che non è né l’italiano, né il francese né il tedesco.
swissinfo e agenzie
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