L’esperienza dei poliziotti italiani a disposizione di quelli svizzeri
I metodi d'informazione dei media da parte dei carabinieri a Milano non hanno più segreti per gli addetti stampa dei corpi di polizia svizzera: nella giornata conclusiva della loro conferenza annuale, tenuta lunedì e martedì a Locarno, il colonnello Marco Rizzo ha infatti illustrato nei particolari le strategie di comunicazione adottate dall'Arma nel capoluogo lombardo.
All’insegna del motto «fare e far sapere», l’Arma dei carabinieri a Milano si è impegnata a fondo, negli ultimi anni, nel settore delle pubbliche relazioni. La comunicazione è gestita con professionalità: durante la formazione, gli ufficiali seguono anche corsi di pubbliche relazioni. Imparano così a comunicare con i giornalisti e con il pubblico, a redigere comunicati e condurre conferenze stampa.
Contrariamente agli addetti stampa, gli ufficiali seguono materialmente le operazioni. Hanno perciò il vantaggio di poter dare immediatamente le risposte alle domande dei giornalisti, evitando perdite di tempo. Per tale motivo si è deciso di affidare loro la gestione dell’informazione, ha sottolineato Marco Rizzo.
Informazione rapida, chiara ed esatta
La pressione e la diffusione crescenti dei media, hanno indotto i carabinieri ad optare per un’informazione più rapida e più completa possibile, ha spiegato Rizzo. Invece di attendere che i giornalisti scoprano da soli le notizie e poi le strumentalizzino, o creino distorsioni, si è preferito informarli direttamente. Ciò evita la diffusione di notizie sbagliate e crea un clima di reciproco rispetto fra carabinieri e giornalisti, ha proseguito l’ufficiale italiano.
Tale apertura comporta un grosso lavoro interno ed esterno. Ogni mattina alle 9 si svolge un briefing con il comandante provinciale, durante il quale si discutono le attività delle ultime 24 ore e si decide quali sono le informazioni da trasmettere ai media. Se ci sono avvenimenti importanti, si indìce una conferenza stampa entro le 12 e 30. Solitamente è preceduta da una notizia flash alle agenzie con l’indicazione dell’ora e del luogo.
Tutto viene pianificato e coordinato, anche con le altre polizie ed eventualmente con la magistratura. In questo ambito vengono sfruttate le opportunità di collegamenti costanti e simultanei, offerti dalle moderne tecnologie.
Questa strategia serve gli interessi di entrambe le parti: se da un lato i giornalisti dispongono celermente di informazioni esatte e complete, dall’altro l’immagine di efficienza dei carabinieri viene rafforzata presso la cittadinanza, ha osservato Rizzo. A dimostrazione dell’accresciuto sentimento di stima, Marco Rizzo ha citato cinque sondaggi d’opinione nazionali degli ultimi anni, che hanno collocato i carabinieri al primo posto nella fiducia degli italiani.
L’immagine diffusa riveste pure grande importanza nell’interesse per la professione, ha proseguito. In questo contesto, negli ultimi anni si è operato in favore della promozione della donna all’interno dell’Arma.
swissinfo e agenzie
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