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La Piazza Grande, cuore pulsante del Festival

La magia delle proiezioni notturne in Piazza Grande Keystone

Locarno vive anche per la sua Piazza. Le proiezioni della sera sono il marchio distintivo del Festival internazionale del film e lo spazio, al centro della località ticinese, ripropone annualmente il suo fascino al numeroso pubblico che risponde all'invito. Il programma, stilato dalla nuova direttrice Irene Bignardi, si distingue per l'accessibilità dei film e il pubblico accorre e applaude.

Se le bizze meteorologiche lo permettono – e a Locarno, dopo un inizio umido, il tempo sembra più clemente – il popolo del cinema confluisce nella Piazza Grande. Il telo di proiezione più grande d’Europa ripropone ogni anno la sua magia.

Sotto l’egida della nuova direttrice, poi, il cartellone ha acquisito un carattere ancora più vicino al gusto della grande massa. Non c’è più spazio per gli esperimenti, piuttosto la proposta si concentra su valori sicuri del cinema che riaffermano la vocazione popolare di Locarno. Il Festival, sembra essere il motto, è per tutti e la Piazza ne è il cuore.

Il successo della formula rinnovata è dimostrato dalle cifre. Oltre 6’000 entrate per proiezione, lunedì sera erano addirittura 7’300 i cinefili a lottare per un posto con vista. Iniziando da “Final Fantasy”, trasposizione cinematografica di un videogioco con mezzi esclusivamente tecnologici, passando per “Laagan”, film epico indiano in veste hollywoodiana, fino a “Planet of the apes”, remake di un celebre film di fantascienza annunciato per venerdì, il favore del pubblico è assicurato.

Le voci

Marietta Jemmi, un’attrice teatrale, conferma la sua passione: “Sono undici anni che non manco l’appuntamento. Mi scelgo alcune cose durante il giorno e poi mi riservo un buon posto per il programma sullo schermo gigante. Un ruolo in un film da Festival non me lo sono ancora conquistato, ma chissà…”

Una coppia di svizzero-tedeschi si compiace invece della propria scelta: “Per i figli ci vuole il lago, a noi piace camminare in montagna, il cinema è una bella cosa… A Locarno riusciamo a combinare il tutto”. Locarno dunque riesce a coniugare più che una passione per il cinema: si conferma un centro turistico con un’offerta completa.

“Mi piace l’atmosfera latina – aggiunge Olga Manfredi – anche se a dire la verità l’italiano qui bisogna cercarlo. Il programma è in francese, il pubblico in maggioranza svizzero-tedesco”. La specialista di marketing della Pro Infirmis sottolinea inoltre l’agibilità delle strutture del Festival anche per gli andicappati.

La sua accompagnatrice in sedia a rotelle, Thea Mauchle, insegnante di scuola superiore, conferma: “Sì, qui e al palazzetto Fevi non ci sono problemi, con le mie ruote arrivo ovunque”.

Il direttore dei programmi TV di un canale nazionale, Peter Egloff, poi aggiunge: “Io vengo qui per lavoro, la televisione è il principale partner del cinema svizzero e l’incontro diretto tra pubblico e produttori mi sembra fondamentale. Qui c’è inoltre un’atmosfera simpatica, tutti hanno un’anima cinefila che stimola dibattiti proficui”.

Il clima disteso

Un giornalista tedesco scuote la testa: “Non ho ancora visto un film decente, e non c’è neanche un attore di grido, un vero VIP da rincorrere. La Berlinale è meglio”. Non c’è da ribattere, qui l’atmosfera è distesa e i film con le grandi star si proiettano altrove.

Anche il presidente della Confederazione, Moritz Leuenberger, arriva a piedi, senza essere notato. Niente scorta, niente codazzo di paparazzi. Anche le autorità possono semplicemente godersi il film in santa pace.

Alla fine anche l’esigente critico tedesco si siede su una sedia del settore rosso, riservato a ospiti e giornalisti, e ammette: “Però la Piazza, questa a Berlino non c’è”.

Il direttore dell’Ente turistico di Bellinzona, Franco Ruinelli, si sofferma con il suo gelato al margine della Piazza. “Qui gira il bussines”, osserva con soddisfazione, mentre le luci si spengono e gli ultimi cercano un posto a sedere.

Sì, la Piazza Grande di Locarno si conferma come il cuore pulsante di un Festival che non è solo un omaggio alla produzione cinematografica, ma che è anche un momento d’incontro.

Daniele Papacella, Locarno

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