La principessa del design
Si definisce "una casalinga curiosa", ma secondo il New York Times è piuttosto "la principessa del design".
Christina Magnuson è la sorella del re di Svezia, ha sposato un uomo d’affari e vive in una grande villa a Stoccolma.
Raffinata come solo una principessa può essere, ha inaugurato martedì la mostra “From Sweden with love” e si è intrattenuta brevemente con i giornalisti.
“Ho studiato storia dell’arte ed il mio sogno è sempre stato quello di diventare curatrice di un museo”, ha confessato sorridente, al suo fianco Lars Magnuson, ambasciatore svedese a Berna e fratello di suo marito.
Secondo la principessa, sono molte le analogie fra la Svezia e la Svizzera: “Due nazioni piccole e piuttosto isolate dal resto dell’Europa; molto ricche eppure caratterizzate da politiche sociali avanzate. Siamo entrambe neutrali e amiamo la pace”.
La principessa Christina Magnuson è stata per nove anni presidente della Croce Rossa svedese e per pochi istanti si scompone, alla domanda di swissinfo su come il suo paese abbia vissuto la guerra contro l’Iraq.
“È stato un grande dilemma”, ammette, “e abbiamo provato una fortissima preoccupazione per le conseguenze umanitarie molto dure che ci aspettavamo da questa guerra. Devo riconoscere che ci siamo sentiti sollevati, infine, perché poteva andare molto peggio”.
Anbasciatrice del design svedese
Appassionata di design e collezionista di bicchieri, la principessa Christina Magnuson racconta il boom del giovane design svedese: “Sono talmente creativi, che la nostra industria non riesce a mettere in produzione tutte le loro idee”.
Il sorriso perfetto e il portamento regale, alle dita discreti anelli di smeraldo e al collo una pashmina turchese, la principessa sale sul podio e con un discorso di un minuto e mezzo conquista la platea: la voce è ferma e suadente, le pause ragionate, gli occhi sono di ghiaccio ma il sorriso è impeccabile.
La conclusione, perfetta: “Ecco il nostro design. Dalla Svezia, con amore, per voi” e la sala trema sotto gli applausi. La classe non è acqua.
swissinfo, Serena Tinari, Zurigo
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