Prestigioso premio a Berlino per Bruno Ganz
Il premio Città di Berlino per il teatro 2001 è stato assegnato quest'anno all'attore teatrale e cinematografico Bruno Ganz. La giuria ha premiato l'attore svizzero per la sua attività sulle scene europee e soprattutto per le sue grandi interpretazioni drammatiche, da Amleto a Faust.
A sessant’anni compiuti a marzo, Ganz ottiene un ulteriore riconoscimento per la sua lunga e intensa attività teatrale. Si tratta del terzo premio di cui è stato insignito quest’anno, dopo il premio elvetico per il film e il Donatello italiano, ambedue per la migliore interpretazione in “Pane e tulipani”.
Dopo la sua formazione teatrale in Svizzera, Ganz ha lavorato soprattutto in Germania incontrando da subito un considerevole successo. La collaborazione con il regista Peter Stein, massimo esponente del nuovo teatro tedesco, gli ha fruttato grandi ruoli e il riconoscimento unanime di critica e pubblico. Un connubio che continua ancora con il “Faust” di Göthe, attualmente in cartellone a Berlino nella sua versione integrale: una maratona di 22 ore di spettacolo.
Centrale in tutta la sua attività sono stati i grandi ruoli classici. Nei panni di Torquato Tasso nell’omonimo dramma di Göthe, o in quelli degli eroi mitologici Ulisse, Prometeo o Empedocle delle tragedie greche, o ancora nei grandi ruoli shakespeariani, Ganz si è distinto per la sua capacità di sostenere i ruoli di personaggi difficili, emarginati o scettici, originali o scurrili.
Ganz ha raggiunto la notorietà grazie al grande schermo. Al cinema è arrivato quasi per caso, attraverso la trasposizione cinematografica di una messa in scena di Gorki, nel 1975. A questa prima esperienza seguirono poi una serie di riduzioni cinematografiche di opere letterarie da autori classici come Ibsen e Kleist.
Dalla collaborazione con il regista cinematografico Wim Wenders, Ganz ottiene i primi veri riconoscimenti, anche dal grande pubblico. In particolare ne “Il cielo sopra Berlino”, dove ricopriva i panni di un angelo che abbandona il suo destino di osservatore della società per scendere alla condizione umana e potersi avvicinare alla donna amata.
In “Pane e tulipani” di Silvio Soldini, Ganz interpreta un cameriere di origini islandesi che, con garbo e verbo epico, riscopre con l’amore la passione e la gioia di vivere.
Nella vita, Ganz è descritto come un personaggio schivo e discreto, me che vive nel piacere della parola, sulle scene o davanti alla cinepresa. Malgrado la timidezza, in tutti i ruoli, Ganz si è dimostrato uno dei maggiori interpreti del teatro di lingua tedesca contemporaneo.
Daniele Papacella
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