Scomparso nel Borneo il militante ecologista Bruno Manser
Da circa sei mesi il 46enne basilese non ha più dato alcun segno di vita ai familiari e agli amici. Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) sta compiendo passi per tentare di scoprire cosa è successo.
«Già da un mese siamo in contatto con i parenti e con il Fondo Bruno Manser», ha dichiarato domenica all’ats Daniela Stoffel-Fatzer del DFAE, confermando una notizia riportata dal settimanale «SonntagsZeitung». L’ambasciata svizzera a Kuala Lumpur è stata avvertita, ma la situazione è molto delicata, poiché non si può semplicemente chiedere alle autorità locali di intervenire, ha precisato.
Manser si batte per la protezione delle foreste tropicali. Per la sua militanza era stato dichiarato dalle autorità della Malaysia «nemico dello stato» ed espulso dal Paese. Anche per molte industrie del legno è un personaggio alquanto scomodo.
L’ultimo segno di vita che ha dato è stata una lettera inviata all’amica in Svizzera da Sarawak e datata del 23 maggio 2000, ma ricevuta in una busta su cui non c’era timbro postale.
Manser scriveva allora che, con la protezione del buio, si sarebbe introdotto nel percorso dei taglialegna nel territorio dei Penan.
Questa tribù è minacciata di estinzione proprio a causa dei continui disboscamenti compiuti nella regione in cui vivono.
swissinfo e agenzie
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