Una caccia al tesoro lunga una vita
Jean Paul Barbier-Mueller racconta in un libro e in una mostra le sue avventure di appassionato collezionista e direttore dell’omonimo museo di Ginevra.
Collezionista e direttore: due ruoli talvolta in contrasto.
All’occhiello porta l’emblema della Legione d’Onore, che la Francia gli ha tributato per una vita d’impegno al servizio dell’arte. Sorride con un fare charmant che gli fa dimostrare molto meno dei suoi anni. Quando un’assistente gli offre una sedia, lancia una battuta sarcastica e tutto solo si inerpica su per una scala.
Jean Paul Barbier-Mueller, collezionista e operatore culturale di prestigio internazionale, regala al pubblico “Rêves de collection”, una mostra e un libro per esperti e profani. In esposizione a Ginevra ci sono 70 sculture e di ognuna il libro descrive pregi e contesto, svelando i segreti del collezionista e quelli del direttore del museo.
Il collezionista Jean Paul e il direttore Barbier-Mueller in effetti si sopportano a fatica, racconta l’autore con penna ironica e leggera. Due personaggi in conflitto, costretti a convivere nello stesso corpo. Il direttore ragiona per raccolte, mostre e cataloghi che portino lustro al suo museo. Il collezionista sospira per i pezzi dei suoi sogni, da collocare in una stanza da letto dove “dorme (poco), riflette (molto) e scrive il direttore del museo (l’altro) e io, il collezionista”.
In 30 anni, 75 esposizioni in tutto il mondo
Barbier-Mueller confessa un debole per il lato passionale dell’esistenza, eppure è un imprenditore di successo. Da giovane ha fatto fortuna nel settore immobiliare. Poi, l’incontro con il fuoco sacro del collezionista, anche grazie all’influenza del suocero Josef Mueller.
Il Museo nasce nel 1977, in una piccola sede del centro storico ginevrino. In un trentennio ha portato in tutto il mondo 75 esposizioni.
È un’impresa e una passione di famiglia, condivisa con la compagna di una vita e con i figli. Due le collezioni-guida, la raccolta di maschere africane ereditata dal suocero e quella – unica al mondo – di arte delle Cicladi.
La collezione precolombiana è stata invece affidata alla città di Barcellona, che ne ha fatto un secondo museo che porta il nome della famiglia. Mentre l’Università di Ginevra ospita l’omonima Fondazione per lo studio della poesia del Rinascimento italiano: il direttore possiede una straordinaria biblioteca d’epoca sul tema.
Un lungo inseguimento
Uomo dalle molte passioni, Barbier-Mueller ha attraversato i continenti all’inseguimento dei suoi tesori. Viaggi, luoghi e persone da scoprire nelle pagine di “Rêves de collection”. Un catalogo che si legge come un diario, popolato di restauratori, giovani ricercatori e studiose di talento.
Aste, esposizioni e commercianti d’arte. Piccole manie e rivalità, occasioni mancate, storie di reperti che nessuno vuole e che poi diventano di gran valore. Quelli che “costano come un buon pranzo al ristorante. Magari erano strumenti di uso domestico. Ma talvolta” – racconta Barbier-Mueller – “sono pezzi straordinari, fibre di metallo che si fanno muscoli. Sono oggetti viventi”.
Sculture di ogni genere, epoca e materiale
In mostra a Ginevra ci sono coppe per libagioni sacre, fibbie e anelli, statue grandi come un dito eppure perfette negli sbalzi eccentrici. E ancora vasi, statue, pugnali. Barbier-Mueller li descrive e scivola nei meandri di mezzo secolo di memoria, gli occhi che brillano mentre le mani curate si agitano nell’aria a descrivere il momento magico: “quando l’artigiano viene travolto da Apollo e diventa artista”.
Il direttore si indigna per la difficoltà di trattare coi “burocrati”, lo slalom fra le rigidità dei funzionari e l’irrazionalità di alcune leggi. Paesi dove gli scavi archeologici sono vietati, anche a scopo scientifico. O quelli, come l’Afghanistan e la Nigeria, dove un leader religioso può ordinare la distruzione di ogni scultura antropomorfica, ogni feticcio, ogni simulacro di donna.
“Rêves de collection” è un libro ironico, didascalico, vivo. “Alcuni sostengono ci sia qualcosa di malato negli appassionati di arte primitiva”, scrive Barbier-Mueller. Una critica che lo lascia indifferente – giura – perché: “riconosco solo a me stesso il diritto di porre la domanda di Apollinaire, ‘Cosa hai fatto della tua vita?’. E vi assicuro che nella risposta non sono affatto indulgente”.
swissinfo, Serena Tinari, Ginevra
“Rêves de Collection. Sette millenni di sculture inedite – Europa, Asia, Africa” è al Museo Barbier-Mueller di Ginevra fino al 15 ottobre 2004.
La mostra consiste in settanta sculture ed è accompagnata da un ricco catalogo dove il direttore del museo Jean Paul Barbier-Mueller racconta aneddoti e retroscena di una vita da collezionista.
Il volume, riccamente illustrato, è pubblicato dalle Edizioni Somogy e costa 60 franchi.
Il Museo Barbier-Mueller è stato fondato nel 1977.
È aperto 365 giorni l’anno, dalle 11 alle 17.
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