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Dipinto Leonardo: carabinieri sulle tracce di altri quadri

(Keystone-ATS) Il ritratto di Isabella d’Este attribuito a Leonardo, sequestrato a Lugano, sarebbe stato trasferito in Svizzera dall’Italia qualche anno fa, forse già da una decina d’anni, e non sarebbe mai passato per l’ufficio esportazione. È uno degli aspetti su cui stanno indagando i carabinieri del Nucleo tutela del patrimonio culturale di Ancona, che sarebbero sulle tracce di altri dipinti finiti all’estero.

La Procura di Pesaro ha indagato una settantina di persone per associazione per delinquere finalizzata all’illecita esportazione di opere d’arte in assenza di licenza di esportazione e alla commissione di truffe in danno di società di assicurazione. Due filoni distinti di indagini che però si sono sovrapposti, perché alcune persone indagate nell’uno figurerebbero anche nell’altro.

Tra queste anche l’avvocato Sergio Shawo, di Fano, che aveva ricevuto dalla proprietaria del dipinto il mandato di vendere la tela. La signora, una vedova settantenne originaria di Pesaro che trascorre lunghi periodi in Svizzera, è stata a suo tempo sentita dai carabinieri, ai quali avrebbe detto – secondo quanto riporta oggi “Il Resto del Carlino” – che il quadro non si è mai mosso da lì, essendo già appartenuto a sua nonna che viveva nella Confederazione.

Non ne sono convinti però gli inquirenti, come si capisce dai capi di imputazione formulati dalla Procura. Quanto a un possibile traffico di opere d’arte, gli investigatori non si sbilanciano, ma potrebbero esserci altri quadri di pregio trasferiti illecitamente all’estero.

Tra gli indagati anche una persona a suo tempo contigua a un clan camorristico, e persone che avrebbero portato materialmente l’opera in Svizzera.

Il ritratto si trova ancora a Lugano. Quando si sarà chiusa la rogatoria chiesta dal procuratore di Pesaro per il sequestro, l’Italia potrà richiedere il rimpatrio dell’opera e il giudice per le indagini preliminari emetterà un decreto di confisca.

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