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Disoccupazione: stabile al 3,2% in Svizzera

Keystone-SDA

La disoccupazione è stabile in Svizzera: in febbraio il tasso dei senza lavoro si è attestato al 3,2%, lo stesso livello di gennaio e in lieve aumento rispetto al 3,1% di dicembre e al 2,9% di novembre.

(Keystone-ATS) Nel confronto con lo stesso periodo del 2025 il dato è invece in crescita di 0,3 punti percentuali.

Stando ai dati diffusi oggi dalla Segreteria di Stato dell’economia (Seco) in cifre assolute alla fine del secondo mese dell’anno il numero dei disoccupati iscritti agli uffici regionali di collocamento (URC) è sceso a 151’100 (tutte le cifre assolute arrotondate al centinaio, per facilità di lettura), con una flessione dello 0,8% rispetto a gennaio, quando era stato registrato il valore più alto dal marzo 2021. Su base annua si registra un +11,5%. A titolo di confronto, nel momento più critico della pandemia (gennaio 2021) erano stati registrati 170’000 senza lavoro, con un tasso al 3,7%.

Va peraltro anche sottolineato come i dati sulla disoccupazione non tengano conto di coloro che hanno esaurito il diritto a ricevere le prestazioni e che ad esempio vivono di risparmi o si trovano a beneficio dell’assistenza. Gli indicatori si basano inoltre sulle persone effettivamente iscritte all’URC: la definizione di disoccupato è quindi diversa da quella dell’Ufficio internazionale del lavoro (ILO), che opera attraverso sondaggi. Stando all’ILO la disoccupazione in Svizzera nel quarto trimestre (ultimo dato disponibile) era al 5,0%.

Tornando alle valutazioni della Seco, in Ticino in febbraio il tasso di disoccupazione si è attestato al 3,2% (-0,1 punti rispetto a gennaio, stabilità su base annua), nei Grigioni all’1,5% (-0,1 e +0,3 punti). In termini assoluti, da Airolo a Chiasso si contano 5400 disoccupati (-100 mensile, +100 annuo), mentre nel cantone con capoluogo Coira la cifra è di 1700 (-100 e +300). Il Ticino è al decimo posto fra i cantoni più toccati dal problema (il primo è il Giura), mentre i Grigioni sono al sesto rango nella graduatoria dei meno colpiti (il primo della classe è Appenzello Interno).

Tornando all’ambito nazionale, dai dati pubblicati dalla Seco emerge anche che fra i giovani (15-24 anni) la disoccupazione è al 3,1%, fra i 25-49enni al 3,5% e fra gli over 50 anni al 2,9%. I disoccupati di lunga durata (cioè quelli iscritti agli URC da oltre un anno) erano 22’200, l’1,4% in più di gennaio e il 38,5% in più di dodici mesi prima: fra loro figuravano 200 giovani, 9600 ultracinquantenni.

Leggendo i dati in base alla nazionalità, gli svizzeri presentano una quota di senza lavoro del 2,2% (nessuna variazione mensile e +0,3 annuo), gli stranieri del 5,7% (-0,1 e +0,5).

Complessivamente, fa sapere ancora la Seco, le persone in cerca d’impiego registrate nel mese scorso erano 235’600, lo 0,3% in meno di gennaio. Tale cifra comprende, oltre ai disoccupati iscritti, le persone che frequentano corsi di riconversione o di perfezionamento, che seguono programmi occupazionali o che conseguono un guadagno intermedio. Il numero dei posti vacanti annunciati presso gli uffici di collocamento era pari a 48’200 (-1,6% mensile e +8,4% annuo).

I funzionari di Berna hanno pubblicato anche i dati relativi al lavoro ridotto per il mese di novembre (ultimo dato disponibile), che risulta relativamente poco diffuso: ha infatti colpito 13’100 persone. Intanto in dicembre 3085 persone hanno esaurito il diritto alle prestazioni dell’assicurazione contro la disoccupazione.

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