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Elezioni 2023: onda verde in ritirata e suspense per la terza posizione

Dopo l'onda verde del 2019, i partiti ecologisti rischiano di uscire perdenti dalle elezioni federali del 22 ottobre. © Keystone / Urs Flueeler

A una decina di giorni dalle legislative federali, i Verdi continuano a perdere terreno, passando al di sotto del 10% delle intenzioni di voto, secondo l'ultimo sondaggio elettorale della SSR.

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Approfittando del ritorno al centro della scena della tematica della migrazione, la destra conservatrice continua invece la sua avanzata. I partiti ecologisti sono in difficoltà in Europa e la Svizzera non fa eccezione. Grandi vincitori delle ultime elezioni federali, i Verdi e il Partito verde liberale (PVL, centro-destra ecologista) subiranno delle perdite nelle legislative del 22 ottobre, prevede l’ultimo barometro elettorale della SSR, realizzato dall’istituto di ricerca Sotomo e pubblicato mercoledì.

I Verdi perdono 3,5 punti percentuali rispetto alle ultime elezioni federali e raccolgono solo il 9,7% delle intenzioni di voto, indica il sondaggio. Il partito vedrebbe in questo modo svanire più della metà del terreno guadagnato nel 2019. Anche il PVL è in calo (-1%).

Michael Hermann, politologo di Sotomo, relativizza tuttavia la sconfitta che si staglia all’orizzonte per le forze politiche ecologiste: “Le due formazioni riusciranno comunque a ottenere il secondo miglior risultato della loro storia”.

Da parte sua, il Partito socialista (PS, sinistra) trae profitto dal calo dei Verdi. Recuperando una parte del suo elettorato, guadagna 1,5 punti percentuali, mostra il barometro. “I due partiti funzionano come vasi comunicanti: quando uno guadagna, l’altro perde”, spiega la politologa di Sotomo Sarah Bütikofer.

Dalla parte opposta dello scacchiere politico, l’Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice) starebbe per ottenere il terzo miglior risultato della sua storia. In progressione di 2,5 punti percentuali, il partito vanta il sostegno del 28,1% dell’elettorato, secondo il sondaggio.

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Il Centro e il Partito liberale radicale (PLR, destra) si contendono la posizione di terza forza politica del Paese. Come già si è visto in occasione dello scorso barometro elettorale, in settembre, con il 14,3% delle intenzioni di voto il Centro è quasi in parità con il PLR (14,1%). L’esito di questo testa a testa sarà determinante per la composizione del Governo, poiché il principio di concordanza prevede che i tre più grandi partiti del Paese dispongano di due seggi nel Consiglio federale, mentre il quarto uno solo.

La progressione dell’UDC e le pesanti perdite dei Verdi lasciano presagire un leggero spostamento a destra in Parlamento, ritiene l’istituto di ricerca, attenuato dall’avanzata del PS e dal leggero calo del PLR. La svolta a destra dovrebbe quindi risultare meno importante di quella verificatasi nel 2015.

L’ultimo barometro elettorale in vista delle elezioni parlamentari del 22 ottobre 2023 è stato realizzato dall’istituto di ricerca Sotomo su mandato della Società svizzera di radiotelevisione (SSR, di cui fa parte anche SWI swissinfo.ch). I dati sono stati raccolti tra il 22 settembre e il 5 ottobre. Un totale di 31’850 elettori ed elettrici ha partecipato al sondaggio, sia sui portali Internet della SSR che sul sito web di Sotomo. Il margine di errore è di +/- 1,2 punti percentuali.

Costo della salute al centro delle preoccupazioni

L’annuncio, lo scorso 26 settembre, del massiccio rialzo dei premi dell’assicurazione malattia obbligatoria per l’anno prossimo ha modificato l’ordine delle preoccupazioni principali dell’elettorato. Il 51% delle persone interpellate ritengono ora che i premi della cosiddetta cassa malati rappresentino la principale sfida politica per la Confederazione, mentre a fine agosto la percentuale era del 39%. “Questa situazione favorisce il PS, che si profila sulle questioni sociali”, analizza Hermann.

La pressione migratoria è aumentata in queste ultime settimane in Europa e la tematica dell’immigrazione ha nuovamente preso importanza rispetto all’ultimo sondaggio. Il 35% delle persone che hanno partecipato considerano il tema come una delle sfide più grandi da affrontare per la Svizzera. Il barometro mostra anche che l’argomento esercita un’influenza diretta sulle scelte di elettori ed elettrici. “Questa evoluzione spiega la progressione dell’UDC”, precisa Bütikofer.

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Malgrado il calo delle forze ecologiste nelle intenzioni di voto, il cambiamento climatico è sempre considerato un problema importante per coloro che si recheranno alle urne. È tuttavia un argomento che sembra perdere continuamente di importanza nella mente delle persone: oggi, il 36% ritiene che si tratti di una delle principali sfide politiche della Confederazione quando nel 2019, prima delle legislative, era il 42% a pensarlo.

“Anche se il cambiamento climatico è più evidente rispetto a quattro anni fa, mobilita meno l’elettorato. La gente si sente sopraffatta da questo problema o ha l’impressione che la Svizzera non abbia in ogni caso le capacità di risolverlo”, analizza Hermann.

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Lo sguardo della Quinta Svizzera

Svizzere e svizzeri all’estero hanno una visione diversa delle sfide politiche principali che la Confederazione dovrà affrontare. Le persone espatriate, ad esempio, non pagando l’assicurazione malattia in Svizzera, sono ovviamente meno numerose (37%) a indicare l’aumento dei premi come uno dei principali problemi da risolvere. Anche la riforma del sistema di previdenza per la vecchiaia è citata meno spesso da chi vive all’estero.

Per contro, i temi che riguardano le relazioni internazionali hanno più peso per l’elettorato della Quinta Svizzera, che assegna più importanza alle relazioni con l’UE, all’indipendenza e alla sovranità.

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