Quando si ospita un rifugiato in famiglia
Nella Svizzera francese e tedesca i progetti di ospitalità di profughi presso famiglie residenti stanno conoscendo un buon successo. Una possibilità che anche in Ticino, nella Svizzera italiana, è stata sfruttata negli anni '70 con la cosiddetta "Azione posti liberi", quando ad aver bisogno erano gli esuli cileni. Anche oggi, tuttavia, i casi di ospitalità non mancano.
Essere accolti in un nucleo familiare fu importante e non solo per imparare la lingua, spiega Oscar Cariaga, uno dei primi esuli cileni arrivati all’epoca (la sua intervista nell’approfondimento della Radiotelevisione svizzera).
Oggi, l’Organizzazione svizzera di aiuto ai rifugiati (OSAR) promuove un nuovo progetto di ospitalità in 4 cantoni pilota (Vaud, Berna, Ginevra e Argovia), ma le famiglie disposte ad accogliere hanno opportunità simili in ben 19 cantoni.
Le famiglie interessate a offrire la propria ospitalità prendono contatto con OSAR, che le segnala agli enti cantonali che si occupano dell’accoglienza dei richiedenti asilo. Fatte le dovute valutazioni e stipulato un contratto della durata minima di sei mesi, alle famiglie viene riconosciuto un contributo per l’alloggio. OSAR, da parte sua, offre alle famiglie e ai loro ospiti una mediazione interculturale per facilitare la comprensione.
Tutto questo ha successo, ma questa modalità di accoglienza, al momento, non è stata ripristinata in Ticino. Casi di ospitalità, tuttavia, non mancano e sono possibili attraverso altre associazioni.
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