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PS Internazionale, attivo da 24 anni

Illustrazione rossa con sigla partito socialista
swissinfo.ch

Il PS Internazionale è presente, tra gli altri, negli USA, in Francia, in Israele e in Africa. Due persone di nazionalità svizzera residenti all'estero spiegano perché i membri della sezione si impegnano per la questione dei conti in banca per le svizzere e gli svizzeri espatriati.

Il Partito socialista svizzero (PS) dispone dal 1999 di una sezione internazionale. L’iniziativa per la fondazione risale all’ambasciatore François Nordmann, insieme a Tim Guldimann “uno dei primi socialisti a ricoprire la carica di ambasciatore”, scrive la segreteria del partito.

Il PS ha anche permesso la prima elezione in Consiglio nazionale di uno svizzero all’estero, nella persona di Tim Guldimann. Guldimann è stato eletto nel Canton Zurigo, pur continuando a risiedere a Berlino. Nel 2018, in corso di legislatura, ha tuttavia dato le dimissioni, per la difficoltà a conciliare le sue aspirazioni politiche con la residenza all’estero.

La sezione internazionale del PS conta 155 membri residenti in tutti i continenti. In questo modo si rafforzano i legami con la Svizzera e la sua politica, dice Denise Dafflon, coordinatrice dell'”antenna” del PS negli Stati Uniti. “Al centro ci sono i diritti politici, le attività e gli interessi delle cittadine e dei cittadini all’estero.”

La presenza delle cosiddette antenne all’estero è una particolarità del PS: a Berlino, Bruxelles, Roma, Tel Aviv e negli USA i membri del PS Internazionale sono organizzati in simili strutture. Oltre a impegnarsi politicamente cercano di mobilitare localmente le svizzere e gli svizzeri dell’estero in occasione di votazioni ed elezioni. “Lo sguardo dall’esterno è molto prezioso per la Svizzera”, afferma Dafflon.

  • PS – Partito socialista svizzero
  • Anno di fondazione: 1888
  • Presidenza: Cédric Wermuth e Mattea Meyer, consiglieri nazionali dei cantoni di Argovia e Zurigo
  • 2 seggi in Consiglio federale: Alain Berset (dal 2012) ed Elisabeth Baum-Schneider (dal 2023)
  • Numero di membri: 31’300 (2019)
  • Peso elettorale: 16,8% (2019)
  • Percentuale di seggi nell’Assemblea federale: 18,3%
    • 39 seggi nel Consiglio nazionale (19,5%), 
    • 6 seggi nel Consiglio degli Stati (13%)
  • Percentuale di donne nel Consiglio nazionale: 64,1%
  • Percentuale di donne nel Consiglio degli Stati: 33,3%
  • Posizioni politiche, 3 temi chiave:
    • Il PS s’impegna per aumentare il potere d’acquisto e il benessere per tutti/e
    • Il PS vuole maggiore uguaglianza e parità
    • Il PS chiede un servizio pubblico forte

Gli obiettivi principali del PS Internazionale

La possibilità per le cittadine e i cittadini svizzeri all’estero di esercitare i loro diritti politici in Svizzera è uno dei punti centrali dell’attività politica del PS Internazionale. “Ci impegniamo con forza per una procedura semplice e poco burocratica”, dice Moritz Bondeli, membro del PS e dottorando all’università statunitense di Yale.

smartspider
Dei 5’900 candidati e candidate al Consiglio nazionale, quasi 1’100 hanno risposto a un questionario elaborato da swissinfo.ch e smartvote contenente undici domande specifiche sulla Quinta Svizzera. Lo “smartspider” presenta un’aggregazione delle posizioni politiche di ciascun partito su sei temi importanti per gli svizzeri e le svizzere all’estero. Smartvote.ch

“Noi svizzeri non siamo abituati come svizzeri a preoccuparci attivamente di poter esercitare il nostro diritto di voto e di elezione”, osserva Denise Dafflon. Quando si emigra occorre farlo, registrandosi presso il consolato più vicino. La coordinatrice dell’antenna statunitense è convinta che questa regola andrebbe modificata. “Le svizzere e gli svizzeri all’estero dovrebbero rinunciare ai loro diritti solo se non ne vogliono fare uso.”

“Anche la mobilità per le svizzere e gli svizzeri nell’Unione europea, l’accordo istituzionale tra la Svizzera e l’UE e tutte le questioni relative alla partecipazione ai progetti di ricerca e allo studio all’estero sono per noi temi importanti”, aggiunge Dafflon.

Voto elettronico: serve una soluzione transitoria

“È molto importante che le svizzere e gli svizzeri all’estero decisi a partecipare a votazioni ed elezioni lo possano fare”, sottolinea Dafflon. Per il PS Internazionale l’e-voting è uno strumento importante a lungo termine per garantire la partecipazione politica. “Il sistema deve però essere sicuro”, precisa Bondeli. Solo quando questa condizione sarà garantita si potrà ricorrere al voto elettronico. È incoraggiante il fatto che in giugno ci siano stati dei progetti pilota.

Soprattutto l’antenna del PS Internazionale negli Stati Uniti si impegna affinché venga trovata una soluzione transitoria in attesa che si trovi un sistema di voto elettronico affidabile. Entrambi i rappresentanti del PS parlano del ricorso al corriere diplomatico. La spedizione del materiale di voto attraverso la posta diplomatica è già stata valutata dalla Confederazione nei mesi scorsi. “Noi miriamo però a permettere anche la rispedizione passando per ambasciate e consolati”, osserva Bondeli.

Spesso la spedizione con la posta normale delle schede di voto compilate non è possibile. I corrieri internazionali d’altro canto sono troppo cari. Per questo motivo, molte svizzere e molti svizzeri all’estero non votano. “C’è molta incertezza sulla possibilità di esprimere un voto valido”, nota Bondeli.

“Perseguiamo obiettivi più modesti”

Il PS quest’anno non presenta liste di svizzere e svizzeri all’estero. “Nel nostro partito non facciamo una grande differenza tra concittadine e concittadine che vivono nel Paese o risiedono all’estero”, afferma Dafflon. C’è molta fiducia sul fatto che le candidate e i candidati in Svizzera studino e capiscano le richieste della Quinta Svizzera.

Per questo, una rappresentanza parlamentare diretta delle svizzere e degli svizzeri all’estero non è una priorità. “Al momento perseguiamo obiettivi più modesti”, dice Bondeli. Per il PS è più importante che tutte le svizzere e gli svizzeri all’estero che vogliono votare lo possano fare.

Nella lista degli uomini del PS nel Canton Berna c’è comunque uno svizzero all’estero: Pascal Cuttat, che risiede a Nairobi. Il PS Internazionale sostiene questa candidatura con tutti i mezzi a disposizione, afferma la sezione. Una rappresentanza diretta non è una priorità, ma sarebbe auspicabile.

Conto in banca come servizio pubblico

“Per la Quinta Svizzera dev’essere possibile accedere a prodotti finanziari di base, come conti in banca e ipoteche, a condizioni accettabili”, afferma Bondeli. La Svizzera, un Paese con una banca attiva a livello globale come UBS e dotato del necessario know-how, mette a disposizione questo genere di servizi solo a chi ha molti soldi. “Per i milionari non è un problema mantenere relazioni bancarie all’estero”. C’è quindi uno squilibrio sociale; anche per questo motivo la questione dei conti in banca è rilevante per il PS.

Il PS Internazionale considera il fatto che le svizzere e gli svizzeri all’estero possano avere un conto in banca – indipendentemente dai mezzi finanziari a disposizione – parte del servizio pubblico. E ritengono che le banche debbano dimostrarsi solidali e fare la loro parte. “Il sovrano svizzero è intervenuto più volte quando le banche erano in difficoltà”, ricorda Bondeli. Il modo in cui le banche trattano i loro clienti non è tuttavia un tema rilevante soltanto per la Quinta Svizzera, nota Dafflon. “Le tasse sui conti bancari dovrebbero in ogni caso essere proporzionali al reddito e al patrimonio.”

+Il PS prevale nei referendum contro le riforme volte a ridurre il carico fiscale sulle imprese (modifiche delle leggi sulle tasse di bollo e sull’imposta preventiva), imponendosi su tutti i partiti borghesi, compreso il PVL, e sugli ambienti economici.
+Il PS continua a presentarsi come il partito che dà il maggior sostegno alle donne in politica. In nessun gruppo parlamentare la percentuale di donne è così alta.
+Il PS è tra i vincitori anche nella votazione sull’estensione delle norme penali contro il razzismo. Omosessuali, lesbiche e persone bisessuali ottengono una migliore protezione contro le discriminazioni. La proposta è stata avanzata in origine da un esponente del PS
 


– Il partito ha subito una cocente sconfitta nella votazione sull’iniziativa per “più abitazioni a prezzi accessibili”.
– Con il successo alle urne della riforma dell’AVS, il partito ha perso anche in una votazione che riguardava uno dei suoi temi cardine.
– Durante la legislatura il partito ha perso tre seggi al Consiglio degli Stati (TI/SG/FR) e ne occupa solo ancora 6. Si tratta della delegazione socialista più piccola nella camera alta dal 1999.
 

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Temi elettorali e obiettivi

  • Più soldi per il ceto medio: con l’iniziativa popolare per la riduzione dei premi dell’assicurazione malattia e l’iniziativa sugli asili nido il partito mira a migliorare la situazione economica delle famiglie del ceto medio.
  • Affitti: il PS si concentra sull’aumento degli affitti e sulla carenza di alloggi. Il partito sta discutendo le possibili soluzioni, tra cui anche il lancio di un’iniziativa popolare.
  • Politica del clima: insieme ai Verdi il PS ha lanciato un’iniziativa per un fondo per il clima, che punta a promuovere l’innovazione ecologica e le energie alternative.
  • Parità: il PS è il partito della parità. Vuole continuare a impegnarsi per la parità salariale e la pensione per tutti. Per questo il partito combatte con un referendum la prevista riforma del secondo pilastro.

Situazione di partenza e prospettive

Con una quota del 16,8% degli elettori e delle elettrici, quattro anni fa il PS ha subito una sconfitta storica. Per qualche tempo ha temuto di perdere il secondo posto fra i partiti più grandi a vantaggio del PLR.

All’inizio dell’attuale legislatura ha perso punti percentuali in varie votazioni cantonali. Nel frattempo il partito si è però ripreso e nelle elezioni del canton Zurigo, tenutesi la scorsa primavera, per la prima volta dopo tanto tempo è di nuovo cresciuto.

Secondo i pronostici più recenti, in autunno il PS rimarrà stabile e forse riuscirà persino ad aumentare leggermente la sua forza elettorale. Se così sarà, la discussione sulla sua doppia rappresentanza in Consiglio federale è destinata a spegnersi. L’obiettivo del PS è di mantenere lo status quo, vale a dire di rimanere il secondo partito più forte dopo l’UDC:

A preoccupare il partito è il Consiglio degli Stati. Dopo che nel 2015, il PS aveva raggiunto quota 12 seggi nella camera alta – la delegazione più grande nella lunga storia del partito – i seggi occupati, dopo la recente perdita di seggi in Ticino e a San Gallo, sono ora solo 6. È la delegazione socialista più esigua dal 1999. Il partito potrebbe invece conquistare alcuni seggi in Consiglio nazionale, ma presumibilmente a scapito dei Verdi.

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Collaboratore SRF: Iwan Santoro

Traduzione: Andrea Tognina

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