Egitto: ‘assedio’ a palazzo, possibile rinvio referendum
(Keystone-ATS) Sale la pressione sul palazzo del presidente egiziano, ormai assediato per il terzo giorno consecutivo da migliaia di manifestanti. La manifestazione del ‘cartellino rosso’, come l’hanno chiamata gli organizzatori prendendo in prestito il linguaggio calcistico, è andata via via crescendo man mano che arrivavano nel grande viale antistante il palazzo di Ittahadeya i numerosi cortei di protesta che l’appello al dialogo lanciato ieri da Mohamed Morsi nel suo discorso alla nazione non ha fermato.
Ma dalla presidenza è venuto stasera un segnale che potrebbe riaprire la strada del dialogo. Il vicepresidente Mahmoud Mekki ha detto che, con certe garanzie dalle opposizioni, Morsi potrebbe rinviare il referendum costituzionale e uno degli esponenti del cartello delle opposizioni ha detto che il Fronte di salvezza nazionale avrebbe valutato la situazione. Un piccolo segnale era già venuto nel tardo pomeriggio con l’annuncio della commissione elettorale di un piccolo rinvio di tre giorni dell’avvio delle operazioni di voto per il referendum sulla costituzione previsto per domani per gli egiziani all’estero.
Da giorni i manifestanti e le opposizioni invocano il ritiro del decreto che rende inappellabile le decisioni del capo dello stato e il rinvio del referendum sulla costituzione. “Morsi lazim yemshi (Morsi se ne deve andare ndr) e “il popolo vuole la caduta del regime” i due slogan più gridati dalle decine di migliaia di persone che per tutto il pomeriggio sono affluite sul viale Marghani, bloccato da un muro di blocchi di cemento allestito dai genieri dell’esercito per impedire ai manifestanti di avvicinarsi a palazzo. Ma i manifestanti ce l’hanno fatta lo stesso e un gruppo è riuscito a salire sui tank con le bandiere egiziane e a farsi pure scattare qualche foto col telefonino.