Egitto e Ue, ‘unire gli sforzi per de-escalation in Medio Oriente’
Egitto e Unione Europea devono unire i loro sforzi per allentare le tensioni in atto nella regione. È quanto emerso da una telefonata tra il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty e l'Alto Rappresentante per gli Affari Esteri dell'Unione europea Kaja Kallas.
(Keystone-ATS) La rappresentante europea – riferisce una nota egiziana – ha espresso preoccupazione per “le gravi ripercussioni dell’escalation nella regione sulla sicurezza energetica e sull’economia globale”, affermando che l’ Unione europea “conta sul continuo e instancabile impegno dell’Egitto per contenere la situazione, analogamente a quanto fatto per la questione di Gaza”.
Il ministro Abdelatty ha ribadito la posizione dell’Egitto a favore della de-escalation, sottolineando “l’urgente necessità di coordinamento tra Egitto e Unione Europea per promuovere soluzioni diplomatiche e politiche, impedendo così un’ulteriore diffusione del conflitto”.
Il colloquio – riferisce il ministero egiziano – ha riguardato le modalità per allentare le tensioni nella regione e gli sviluppi della situazione palestinese, in particolare in Cisgiordania. In proposito, Kallas e Abdelatty hanno riaffermato che “la via diplomatica è l’unica via per evitare alla regione il rischio di un’ulteriore instabilità”.
Abdelatty ha nuovamente condannato gli attacchi contro gli Stati del Golfo, sottolineando “la necessità di porvi fine immediatamente”, e anche gli attacchi perpetrati dai coloni israeliani contro i civili palestinesi e le loro proprietà in Cisgiordania. “Tali azioni – ha detto – costituiscono una flagrante violazione del diritto internazionale e compromettono le prospettive di pace”. In proposito, il ministro egiziano ha informato Kallas “sugli sforzi in corso da parte dell’Egitto per garantire l’attuazione di tutte le disposizioni della seconda fase del piano del presidente statunitense Donald Trump, compreso il dispiegamento della forza internazionale di stabilizzazione e l’ingresso del Comitato Amministrativo di Gaza nella Striscia di Gaza per iniziare i suoi lavori, aprendo così la strada alla piena assunzione di responsabilità da parte dell’Autorità Palestinese”.
Ha quindi chiesto di “intensificare gli sforzi internazionali, compresi quelli europei, per proteggere i civili palestinesi” e “per creare le condizioni per la ripresa del processo politico verso una soluzione giusta e globale della questione palestinese”.